Rispondi a: L'amaro di una sconfitta

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Frad22frad22
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Buongiorno a tutti, torno a scrivere dopo un pò di tempo su questo sempre interessante forum.

 

Mi ritrovo molto su quanto detto da Leconte. 30 anni, anche io ex tennista, agonismo per 20 anni con gare nazionali ed internazionali, ho la stessa sua visione dei due sport.

Porto un esempio: Ho lasciato il mio golf club perché arcistufo di non poter mai e ripeto, mai, giocare in campo se non in gara. Ben nota è la mia discussione, aperta qui quasi un annetto fa, sul numero delle gare in Italia.Ora pratico in un cp brianzolo, nuova  apertura, ambiente più giovanile e cordiale. Torno nel mio ex club per 9 buche qualche settimana fa, partenza ovviamente alle 14 post gara, un sacco di storie sull’hcp della persona che mi accompagnava (54, ok ci può stare sincerarsi di un così alto hcp) e poi la frase “fate solo 9 buche vero? abbiamo la gara e i soci che devono giocare”. Mi passava la voglia di andarci… finita? no. Avrei una convenzione, 10€ in meno, mica tanto… Lo faccio presente, no qui non vale.

Come già detto in altri post, viaggio molto per lavoro e capito in Francia abbastanza spesso, ormai gioco solo là. Là è uno sport, non un gioco riservato a pochi eletti iscritti ai club. Quando capito in città italiane, avevo fatto l’esempio di Ancona con il Conero, ormai sono sicuro di non poterci giocare perché hanno sempre qualche gara in programma.

Ritornando al club brianzolo. Quando ho detto in segreteria che sono socio di un cp mi hanno fatto sembrare un barbone… Queste cose mi disgustano. Fortunatamente amo troppo le sensazioni che questo sport/gioco mi da quindi sono sicuro di non abbandornarlo ma siamo in pessime mani.

P.S. io a fare tutti i santissimi we una gara che dura 5/5.30 non ce la faccio proprio. Ma questo come sapete è un capitolo a parte