MY GOLF: Diario di Sarastro

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Questo argomento contiene 20 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da Sarastro Sarastro 12 mesi fa.

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    Dopo una primavera caratterizzata da poca pratica causa meteo e acciacchi fisici (maledetta fascite!) torno a giocare in quel di Oliva Nova, campo disegnato dal grande Severiano.

    Per tutelare il piede, peraltro quasi guarito, opto per usare il buggy malgrado il campo sia piuttosto in piano e sorte vuole che in entrambi i casi mi venga dato come tee time il penultimo della giornata, per cui poca pressione e necessità di affrettare i colpi. Chiuderò comunque entrambi i giri in meno di 3h.50′

    Stante la desuetudine al gioco ed il desiderio di rilassarmi evitando di deprimermi, in quanto è sempre brutto prendere coscienza dei propri limiti… decido di giocare lasciando in club-house il testosterone per cui mi impongo poche regole:

    • Pensare a tenere sotto controllo il drive senza cercare di tirare “bombe” (per i miei miseri standard) anche se il risultato dovesse essere di fare la distanza media tipica della Barbie golfista.
    • Non cercare di superare ostacoli vari forzando a tutti costi il colpo facendo il volo dell’ochetto: “Un gran frullar di penne e poi un tonfo”.
    • Concentrarmi sull’andare dritto perché la natura intorno al campo è piacevole, tra alberi, cespugli e laghetti, ma giocare a golf non è andare a far botanica.
    • Usare il putt ogni volta in cui è possibile visto che gli avangreen sono in splendide condizioni, cosa che non mi sento dire della mia capacità di approcciare in maniera solida e costante.
    • Non provare ad imitare il grande Severiano quando mi mettevo nei guai…

    Il risultato sono stati due giri con score che pensavo impensabili visto il mio hcp ed il mio stato di non forma… e tanto, tanto divertimento.

    Di seguito gli score:

    Oliva Nova A

    ON B

    Considerazioni ex post:

    • Nel primo giro ho fatto un singolo drive a distanza per me siderale, complice vento forte alle spalle, e quasi in fairway: ha fatto bene al mio ego ma, naturalmente, ho chiuso la buca con doppio bogey. Ergo meglio andare piano che tanto, prima o poi, arrivo lo stesso.
    • Il mio drive, quando provo a controllare, ha come errore tipico il push a destra. Dritto come un fuso. Ergo, mi sa che dedicare 10 secondi ad a settarmi ed allinearmi giusto può essere utile.
    • Tutti gli ibridi nella mia sacca, 4-5-6, facevano sorridere chi li vedeva ma mi hanno dato molta fiducia perché ho realizzato che se li uso come dei ferri tendo ad evitare di pullarli. Ergo, l’ibrido è la mia bella coperta di Linus al di la dell’orgoglio.
    • Due dei tre one-put sono “finti” in quanto figli di lunghi putt di accosto da fuori green. Ergo, usa sto putt quando puoi.
    • Colpi memorabili pochi. Colpi solidi soprendentemente tanti. Rattoni ce ne sono stati ma tipicamente dritti per cui li ho pagati poco.
    • X assenti. Mai successo…

    Bilancio testosterone, visto che ogni tanto si è fatto sentire… :

    • Scenario: Palla in waste area con fairway comodo da raggiungere e due grossi alberi che lasciavano una finestra in direzione green: sale l’adrenalina, tiro fuori l’ibrido 5 e decido di puntare il green. Risultato: Albero pieno e palla che si adagia a centro fairway 15 metri alla mia sinistra. Conclusione: se avessi voluto fare una cosa saggia avrei puntato direttamente li con il SW, senza rischi per il gioco e per la mia incolumità. Epic fail graziato dalla sorte
    • Scenario: palla messa male in rough, albero davanti, decido di tirare fuori l’ibrido 4 e provare un punch shot basso a correre. Risultato: Mi incasino e parte, per motivi tecnici a me ignoti ma presumo di aver “flappato” con l’ibrido, un lob altissimo che scavalca l’albero e fa sostanzialmente 20 metri. Conclusione: perché devo provare a fare lo scemo in campo provando colpi che non provo quasi mai in campo pratica (il punch shot, non il lob di ibrido…)?? Epic fail graziato dalla sorte #2
    • Palla messa bene in centro fairway e tutto dritto senza ostacoli per me raggiungibili, opto per testarmi con il mio legno 5 (+1,5° per cui praticamente un fw6) da terra. Risultato: parte un siluro a lunghissima gittata ad altezza uomo che, alla fine, si chiude e raggiunge di rotolo un bunker davanti al green in cui la palla si infossa. Conclusione: ho tirato un legno da terra che è risultato più lungo di buona parte dei miei drive ma che, non essendo nelle mie corde, mi ha messo in un bel guaio con parecchi patemi per uscirne. Epic fail che non sembrava tale ma che, in conclusione, mi ha inguaiato per bene.

     

    Stupidaggine di cui mi vergogno ma da cui spero di aver imparato qualcosa:

    Una e pure grossa… che mi ha lasciato pieno di vergogna e sensi di colpa: In un par 3 lungo parto di legno dal tee e risulto un po’ corto e leggermente storto, la pallina prende in pieno la sponda in pietra del ponticello e schizza a tutta velocità a sinistra nascosta da cespugli. Mi si strozza un “fore” molto tardivo in gola e mi precipito a vedere che è successo: la pallina si è fermata, bontà sua, a 2 metri dal tee di un altra buca dove ci sono due inglesi che scoppiano a ridere quando mi vedono arrivare trafelato. Mi sono sentito un cretino per non aver avuto lo spirito di urlare subito, non è successo niente e mi hanno detto che la palla è arrivata da loro praticamente morta, ma ci ho messo un paio di buche a mettere da parte i cattivi pensieri e la paura. Sono stato uno stupido ma confido di aver imparato qualcosa.

    Il bilancio è comunque molto positivo, felice di due grandi giornate anche se so, essendo golf, che probabilmente ho sparato le mie due cartucce dell’anno in questi giri.

     

     

     

     

     

    #24135
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    :applauso:

    #24143
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    Qualche foto…

    Tee-shot della 18, acqua a sx, dog leg verso dx e, soprattutto, alberi davanti  :ferro7:

     

    #24144
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    salve fredrik.
    avendoti visto ” nascere ” non avevo dubbio sulla tua riuscita
    nel più nobile dei giochi e anche come narratore non scherzi.
    P.S.
    la bottiglia di sciampagna è ancora lì che aspetta.
    P.S.2
    l’architetto quando ha disegnato la 18 aveva le sue cose ( se era una lei ) ,
    o lei aveva le sue cose se era un lui.

    #24145
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    Caro Elfrer,

    l’architetto che ha disegnato il campo era Severiano Ballesteros e, dopo averlo giocato, immagino avesse idee “originali” e tutte sue su come andasse affrontata la 18.

    Il punteggio replicato nei due giri è stato solamente frutto del campo affrontato senza pressioni ne voglia di strafare oltre ad una quantità immane di fortuna.

    In fondo Macchiavelli aveva ragione quando disse:

    se uno agisce con cautela e pazienza nei tempi che richiedono queste qualità, allora ha successo

    e, ancora:

    …credo che si possa attribuire alla fortuna la metà delle nostre azioni, mentre l’altra metà circa dipende da noi. Paragono fortuna a un fiume impetuoso che, quando s’infuria, allaga le pianure, travolge gli alberi e gli edifici, trascina masse di terra da una parte all’altra.”

    P.S. Confido di poterti venire a trovare presto , ovviamente non certo per la bottiglia, ma per il piacere di passare del tempo con il mio mentore.

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 4 mesi fa da Sarastro Sarastro.
    #26475
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    Eccomi a rimettere mano al diario. Dopo un’estate di poco gioco e pure scarso ho ripreso a farmi vedere in quel di Camuzzago e realizzo in maniera drammatica una netta involuzione dello swing (accidenti a lui….).

    In particolare noto che che la tendenza a pullare è aumentata e che le distanze sono calate in maniera drammatica (anche del 30%….)

    Per cui mi sono messo nelle mani del maestro, prima lezione con tragico verdetto, il mio già lungo e veloce backswing adesso va decisamente across ed è solo in virtù di tante compensazioni durante il downswing unito ad impegno muscolare e parecchia fortuna che riesco ad impattare la sfera bianca… con in più la rotazione iniziale che, poverina, si perde in fase di ritorno a causa delle compensazioni di cui sopra.

    Terapia in atto… smontaggio e rimontaggio  dello swing con in particolare tanto occhio al back… su cui adesso sto facendo un esercizio in tre tempi del backswing… un bel ciclo di lezioni mi attende.

    Mi consolo con il fatto che sto approcciando discretamente e puttando bene… quando riesco ad arrivare in green.

    Lo swing… amore traditore che facilmente ci lascia per sfarfalleggiare in giro proprio quando pensiamo di averlo fatto nostro.

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