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  • in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30753
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    Ciao TST75. E’ un piacere rileggerti anche per me. Trovo strano che ti abbiano consigliato di giocare solo il sand dai 100 metri in giù. Io, di solito, faccio il contrario. Prima spiego all’allievo che ci sono due modi di approcciare: chipping (- volo + rotolo) e pitching (+ volo – rotolo). Dopo aver spiegato quando e perché potrebbe essere più vantaggioso usare uno piuttosto che l’altro, generalmente comincio ad insegnare il primo (chipping) perché, a mio avviso, più semplice e redditizio per poi passare al secondo (pitching). Ricordati, comunque, che per il gioco corto è fondamentale la pratica per riuscire a memorizzare tecnica e sensazioni che sono fondamentali per affinare la sensibilità e la visualizzazione del colpo. Proprio per questo i grandi giocatori di gioco corto hanno sviluppato una notevole “fantasia” nell’individuare il colpo da eseguire per togliersi dalle situazioni più disparate. Per quanto riguarda, invece, il tuo problema con il legno 3 ti ho “invitato” a prendere una lezione perché non vedendoti giocare di persona non posso darti una soluzione certa. Quello che posso sicuramente dirti è che la palla gira verso destra perché la faccia del bastone all’impatto è chiusa (nel tuo caso punta verso destra perché sei mancino) rispetto alla traiettoria del bastone. Questa immagine ti può aiutare a capire: Per te che sei mancino è, ovviamente, il contrario (prova a guardarla allo specchio). Maggiore è l’angolo tra la linea blu e quella rossa maggiore è la curva della palla e, di conseguenza, l’hook. Detto questo, le cause possono essere molteplici. L’hook può essere causato da una causa statica (pre-swing), da una causa dinamica (durante lo swing) o da entrambe. La prima cosa, comunque, che si va a controllare dopo set-up e address è il grip. Generalmente la posizione della mano destra (nel tuo caso la sinistra) è troppo forte. Considerato che generalmente l’hook è causato dalla combinazione di un grip forte e/o una traiettoria del bastone troppo dall’interno, il correggere il grip, magari esagerando, ti dovrebbe portare a tirare la palla più o meno dritta a sinistra il che, a sua volta, ti dovrebbe portare a correggere la traiettoria della testa del bastone da interna a più in linea. Ma queste, come già detto, sono solo supposizioni. Se vuoi puoi postare un video in modo da avere un’idea un po’ più dettagliata di quello che ti succede nello swing .

     

    :adorazione: :adorazione: :adorazione: :adorazione: :adorazione: :adorazione:

    Grazie Dunlop.

    Strano, può darsi, ma chip e pitch li so fare solo con il sand con cui ho dovuto imparare a dosare la forza e modificare il colpo a seconda di quello che volevo fare e acquisendo sempre più confidenza con questo bastone per queste tipologie di colpi. Che sia un professionista e non me ne sia accorto? :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

    Per il legno 3 ottimi i consigli e per certo una lezione dal maestro è sempre cosa utile. Il mio grosso problema è che quando poi sono in campo e in particolare dal tee, sembra che non abbia mai preso in mano una mazza da golf. :down: Mi hanno corretto nell’ultima lezione la posizione delle mani, sia sul driver che sul legno 3, che erano troppo avanti, riportandole al centro del corpo. Questo ho notato mi posizione la faccia del legno un po’ più chiusa già in partenza, ma i risultati eran migliorati rispetto a quanto avveniva in passato….però potrebbe essere anche questo, forse!

    Per fortuna riesco a recuperare (con alterni risultati!!) ma partire già “zoppo” non è il massimo. Vedi anche i resoconti delle mie ultime gare.

     

     

    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 3 settimane fa da TST75 TST75.
    in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30747
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    salve TST75. quel figlio di buona donna di Dunlop (mastro Dunlop , so che Lei coglie l’ironia ) ti sta dicendo che se anche hai imparato tutte le posizione del kamasutra studiando a fondo il fondamentale testo , se non passi per le mani di una Bocca di Rosa , continuerai malamente a farti le pippe con un legno 3. P.S. mastro Dunlop , Le serve una maitresse ? pardon , oggi si dice “public relations man”. P.S.2 vendere è come radersi , se non lo fai tutti i giorni diventi un barbone. (anonimo). P.S.3. chiedo scusa a tutti per l’intemperanza, ma ho saputo che domani sarà una giornata di sole. meglio dell’LSD , del viagra , di una canna.la vecchiezza agogna la luce. notte.

     

    Bocca di Rosa è una terapeuta fantastica e l’ho già incontrata e mi ha anche dato le indicazioni corrette. La questione è sempre la stessa: riuscire a metterle in pratica e farle diventare automatiche.

    Finlmente sole e noi si sta chiusi in ufficio….. :fumo: :fumo: :fumo:

    in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30746
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    Alby ha scritto:

    No, io appplico la regola: Putt when you can, chip if you can’t putt, and pitch only if you have to Ma qui è melgio lasciare la parola ai pro (Dunlop?)

    Sì, Alby, hai ragione. E’ sempre meglio far rotolare la palla piuttosto che farla volare. Questo perché comporta uno swing molto più ridotto e, di conseguenza, un minor margine di errore. Non fate caso ai Pro che vedete giocare in televisione. Loro usano quasi sempre il sand perché lo sanno usare in “tutte le salse”: alto, basso, con o senza backspin. Imparare, quindi, ad usare bastoni differenti per ottenere colpi e distanze differenti è, secondo me, un’arma in più da mettere in sacca. Per acquisire dimestichezza e sensibilità potete provare ad allenarvi giocando allo stesso bersaglio con bastoni diversi e a bersagli diversi con lo stesso bastone. Questo dovrebbe riuscire a farvi memorizzare il bastone più adatto e a visualizzare il colpo. Ciao TST75. La regola del 12 potrebbe essere un buon metodo da cui partire ma, secondo me, non esiste una regola che vada bene per tutti. Ognuno deve crearsi la sua esperienza in base anche alle proprie sensazioni. Ogni regola è puramente indicativa e non è detto che il bastone indicato per quella data distanza sia esattamente quello che vada bene per il giocatore anche perché i fattori che possono intervenire sono molti: salita, discesa, pendenze trasversali, altezza taglio, terreno duro o bagnato, vento, ecc. ecc. E’, comunque, un modo come un altro per avere un’idea su cui costruire il proprio gioco. Questo ti potrebbe aiutare: Per quanto riguarda, invece, il tuo problemino con il legno 3: :ciao:

     

    Dunlop Grazie per la dritta. E’ un piacere rileggerci.

    Il discorso sugli approcci per me è sempre stato un punto di forza (senza troppa modestia) son sempre riuscito, con l’istinto e la sensibilità a usare il sand per TUTTI gli approcci dai 100m in giù con discreti risultati perchè con le lezioni non mi era stato indicato di far diversamente. Quindi avevo imparato a dosare la forza con molta fatica e nel corso degli anni.

    La mia perplessità è nata dal fatto che spesso arrivo nei pressi del green e ho tanto green da correre e con il sand spesso rimango corto pur facendo un movimento corretto. E leggendo anche qui altri diari e opinioni di chi gioca molto meglio di me (tutti praticamente) mi è venuto da chiedermi se non fosse il caso di provare a cambiare, migliorando così lo score, chissà! Per certo so che dovrò passare per le solite forche caudine quando si cambia qualcosa. Per cui un iniziale periodo di assestamento non porterà molti risultati in termini di score.

    Grazie.

    Per il legno 3, è davvero una cosa che non riesco a capire, visto che alcune volte va dritto come un missile e altre prende questo talgio a destra (che peraltro in alcuni casi vorrei riprodurre volontariamente, ma non sapendo come è penalizzante).

    Il drive è un altro pianeta misterioso al momento…..anche se ho notato che dopo aver giocato molte buche usando il legno 3, se tiro il drive va decisamente bene.

    Forse e dico forse tra 7-8 vite imparerò a giocare a golf! :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

     

     

     

     

     

     

    in risposta a: Weekend 8-9 Giugno 2019 sul Garda #30744
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    Però così mi fai sentire in colpa se non riesco a venire :P

     

    In colpa? E perchè mai?

    in risposta a: Weekend 8-9 Giugno 2019 sul Garda #30711
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    Giochiamo alle 11 allora.

    Aspettiamo una tua conferma Pios e poi chiederei a Elfrer di prenotarci il tee time.

     

    Grazie

    in risposta a: Weekend 8-9 Giugno 2019 sul Garda #30709
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    io la sera dell’8 giocando già ad Arzaga sarò a dormire a Pozzolengo, quindi per me si può partire a qualsiasi ora.

    @elfrer: ti chiamo in giornata che vediamo di organizzare.

    @pios: per che ora potresti giocare tu?

    Nessun altro?

    in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30696
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    Credo che quello che tu chiami slice (come sarebbe giusto per un giocatore destro) per te in realtà sia un gancio. Gli approcci con il sand sono i più difficili, meglio evitarli quando possibile, prova ad allenarti a fare approcci con F8 o F9, e vedrai…

    Ho trovato in internet la regola del 12 per fare gli approcci e scegliere il bastone più adeguato. La conosci?

     

    In breve consiglia di far atterrare la palla a inizio green e farla rotolare da lì fino alla buca. Valutare la distanza del volo e la distanza del rotolo. Calcolare la divisione tra le due quantità e sottrarre tale valore da 12. Il risultato indicherà quale bastone è migliore per far l’approccio, partendo da 11 che è il sand e arrivando a 6 che indica il ferro 6, diminuendo di uno ad ogni bastone considerando sand, pitch, F9,F8,F7 e F6.

    Qualcuno di voi lo usa? Funziona?

    Io non ho mai provato, perchè ripeto, ho sempre usato il sand per far qualunque tipo di approccio dai 70m in giù.

    Ma penso che forse potrebbe aiutarmi ad essere più preciso e quindi chiudere con uno score migliore, visto anche la mia discreta sensibilità negli approcci.

     

     

     

    in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30689
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    Io son mancino e la traiettoria della palla quando mi fa questa curva più o meno accentuata (a volte gira a destra anche per 30-40m riducendo così di molto anche la lunghezza del colpo, oltre a posizionarsi in zone molto difficili per il colpo successivo) va da sinistra a destra, coprendo distanze di circa 150-160m complessive con il legno 3. Non rimane traccia sul terreno del passaggio del bastone.

    Potrei aver individuato la problematica nel grip e nello stare ad una distanza errata dalla palla. Ma sabato proverò con un po’ di palle in campo pratica e valuterò

    in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30687
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    Credo che quello che tu chiami slice (come sarebbe giusto per un giocatore destro) per te in realtà sia un gancio. Gli approcci con il sand sono i più difficili, meglio evitarli quando possibile, prova ad allenarti a fare approcci con F8 o F9, e vedrai…

    Grazie Alby.

    Paradossalmente gli approcci con il sand mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni, addirittura arrivando anche a imbucare direttamente oppure posizionare la palla molto vicina alla buca. Sarà che avendo sempre e solo utilizzato il sand per gli approcci ho imparato a prenderci confidenza e dosare bene la forza, ma in alcuni casi mi son reso conto che l’approccio restava sempre corto. Ho provato sabato a fare approcci con F8 e F9 ma non riuscivo a controllarli. Per certo la parte iniziale del colpo con questi bastoni è molto più bassa e quindi corre tanto. Devo rimettermi ad allenarli per dosare forza/velocità e precisione. Per ora ho avuto buone sensazioni quando provavo degli approcci con il pitch.

    in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30681
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    Alla fine ho optato per campo pratica/approcci/putt e 9 buche (anzi 11 e con punteggio perfettamente in score….22 punti stableford tra cui anche un birdie alla buca 7 (par3) con un putt) il sabato pomeriggio e gara la domenica. Sabato mi dicono che dovrei partire presto (8.39), ma l’indomani presentato in segreteria non risulta il mio nome tra i partecipanti alla gara (!!) ma la segreteria si dà da fare e riesce a infilarmi in un flight per defezione di altri giocatori. Ottimo se non fosse che non son riuscito a far nulla per riscaldarmi, ma proprio nulla!!!

    Così faccio qualche veloce movimento e inizio al tee della 1. Siamo solo in due.

    La faccio breve per non scrivere una bibbia perchè non mi ricordo con esattezza tutti i colpi di tutte le buche. Ma la stra grande maggioranza si.

    Tee shot alla 1 un rattone mai visto di 30-40 m al massimo. La buca 1 la chiudiamo giocandola medal per provare a scaldarci, avendo il flight davanti lento ed essendo noi veloci in due. Morale buca 1 la chiudo in 11 (!!!!) tra rattoni flappe e altre amenità.

    Chiudo le prime 9 con 14 punti stableford, nonostante 4 X sulle prime 6 buche. Probabilmente ho pagato la partenza a freddo, anche se non posso sempre trovare scuse!! La buca 3 (par 3 con acqua a sinistra) mi è rimasta impressa perchè ho tirato il tee shot con un ferro 5 ed è finito in acqua, ho ritirato sempre con un ferro 5. Palla presa benissimo, ma indirizzata leggermente a sinistra e ancora acqua. Ho droppato e ho sbordato il putt per chiuderla in 6 (che sarebbe stato comunque un punto, niente di eccezionale, ma avrebbe fatto un po’ di morale).

    Buca 4 (par 4) ottimo tee shot e approccio al green un filo lungo, approccio e 3 put…..buca chiusa in 6. E ho pensato che avrei potuto iniziare a giocarmela ora…

    Buca 5 (par 4) un dog leg a destra con ostacolo d’acqua a destra. Tee shot bello ma un filo ganciato e finisce in acqua. Droppo e provo a giocare con strategia con un colpo corto per arrivare a 100 metri dal green, ma prendo la palla molto molto molto bene e parte un missile che finisce fuori limite…..chiudo con X.

    Buca 6 (par 4) con dog leg a sinistra e acqua a destra e sparo il primo tee shot in acqua e il secondo che atterra sull’inizio del fairway ma rotola a destra e in acqua…..un’altra X.

    Dalla buca 7 inizio a ottenere buoni score fino alla buca 18 compresi due par alla 8 (con un putt) e alla 9.

    Giro chiuso con 30 punti stableford in 3 ore e 50 minuti in ottima compagnia (che ha giocato un ruolo fondamentale!).

    Solo da segnalare uno strano colpo “svirgolato” a sinistra alla buca 18. Arrivo a 110m dalla buca con il tee shot, dritto e in pieno fairway. Mi addresso e mi preparo per un colpo “easy” con un pitch che coprirebbe abbondantemente la distanza necessaria e all’esecuzione parte questa svirgolata a sinistra, come fosse uno slice. Ma non ho compreso cosa l’abbia provocato. Mi capita spesso anche in campo pratica. In questo caso, mi riposiziono, respiro e non si presenta più. Avrò sbagliato la distanza dalla palla? la direzione e allinemanto tra piedi, spalle? Non lo so…. ma mi son trovato a giocare la parte finale della buca da una posizione scomoda in rough chiudendo la buca con un triplo bogey che mi vale 1 punto. Un po’ di rammarico visto dove ero riuscito ad arrivare con il tee shot.

     

     

    Conclusioni e lezioni imparate:

    • la compagnia fa tanto
    • giocare presto ha molti lati positivi (sveglia a parte)
    • fondamentale almeno qualche movimento di riscaldamento prima di giocare. MAI giocare a freddo
    • il mio legno 3 dal tee nella stragrande maggioranza dei casi prende uno slice pazzesco verso destra. Son mancino non so se sia giusto definirlo slice.
    • devo imparare a giocare meglio dal rough (ci finisco troppo spesso e non sempre riesco a uscirne in modo efficace)
    • il drive continuo a tenerlo in sacca senza usarlo se non in campo pratica perchè non mi dà ancora fiducia
    • il mio putt sta migliorando molto (sia sabato che domenica ho chiuso più di una buca solo con un putt o il primo putt mandandolo molto molto molto vicino alla buca)
    • continuo a perdere troppe palle e segnare troppe X in gara
    • ho provato a fare alcuni approcci con bastoni diverse dal sand wedge per casi in cui la palla debba rotolare tanto sul green, ma devo allenarli ancora molto e penso sia opportuno una lezione con il pro per capire bene come tirarli. Con il sand rimango troppo corto e con il pith vado troppo lungo o forse colpisco male io (molto più probabile), con altri ferri tipo 9 e 8 alcune prove fatte sabato andavano troppo lontani, ma troppo troppo e volavano molto molto poco. Non penso proverò ancora in gara questa nuova modalità di approccio (o meglio nuova per me. Forse quelli bravi la usano abitualmente)
    • resta sempre la sensazione che debba ancora capire come poter sfruttare al meglio il mio gioco. E’ un anno che non faccio un risultato superiore a 36……

    Vedremo le prossime gare che potrò fare, come sempre solo tra due settimane. E ho puntato a due gare del DOMINA NATIONAL CHAMPIONSHIP ad arzaga e allo chervò.

    Se qualcuno volesse partecipare sentiamoci che mi farebbe molto piacere aver modo di giocar insieme. (sabato partirò da Milano quindi partenza tardi, mentre domenica sarò già lì e quindi potrei valutare anche partenza presto!)

     

    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 3 settimane fa da TST75 TST75.
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    in risposta a: HOG RANKING – SPRING SEASON #30679
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    Ieri gara all’Ambrosiano, un inutile 30 (dettaglio sul mio diario). Mi spiace capitano!

    Tra due settimane altre gare e vedremo.

    in risposta a: Consigli per un week end turistico di golf #30674
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    Probabilmente rimarrò a Velden anticipando di una settimana… gli alberghi costano la metà la settimana prima…

    Sei andato a Velden? Com’è?

    in risposta a: traiettoria del putt #30669
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    salve. solo un genio visionario poteva pensare di mandare nello spazio una cabriolet con alla guida un manichino vestito con una tuta da astronauta. big non sarà un genio , però è ingegnere :” ingegnère [Der. di ingegno, nel signif. di “congegno”] In origine, chi progettava e dirigeva l’esecuzione di macchine belliche o idrauliche, e la costruzione di opere civili, militari, idrauliche e stradali. Nell’uso odierno, chi, fornito di laurea in ingegneria e di abilitazione all’esercizio di tale professione, progetta, organizza e dirige le costruzioni edilizie, stradali, meccaniche, ecc.” . senz’altro è un genialoide che si diverte ad applicare al golf le sue conoscenze.io ho letto tutto , ho capito poco ma alla meccanica della caduta dei gravi già il buon Galileo ci aveva fatto un pensierino : se avesse giocato a golf avrebbe magari pensato di puttare come ci sta spiegando big. dovresti contattare dechambeau , parlate la stessa lingua , magari ne esce davvero qualcosa di rivoluzionario ( per un professionista intendo ). buon lavoro. facci sapere se il tuo metodo scientifico ti ha portato benefici in campo. P.S. “Il metodo scientifico, o metodo sperimentale, è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile.”

     

    :adorazione: :adorazione: :adorazione: :adorazione:

    in risposta a: traiettoria del putt #30655
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    Bigpitch nulla da eccepire per quanto concerne il lavoro da te fatto. Veramente notevole.

    Personalmente perderei anche un po’ di divertimento e mi annoierei nel giocare a golf se sapessi che il mio putt usando una formula (posto di avere dati di partenza affidabili e precisi dai quali procedere con i conteggi matematici puri) sarebbe praticamente certamente in buca.

    Oltre al tempo necessario per l’elaborazione del tiro. Anche se da quanto mi pare d’aver capito stai valutando la traittoria, ma anche la forza da dare al putter, la modalità con cui colpire e il tipo di erba del green  non possano essere trascurata.

    Ripeto mia personalissima opinione, ma una delle cose che mi piace è l’imprevedibilità nell’esecuzione dei colpi, non ultimo il putt che può riservare gioie e amarezze, ma ne resto comunque affascinato. Nel putt oltre all’imprevdeibilità del colpo in sè interviene e molto anche la lettura del green, la sensazione.

    Il discorso potrebbe essere esteso a tutti i colpi.

    Con dei calcoli accurati si potrebbe pensare di costruire addirittura un robot che giocasse a golf al posto nostro. Di certo otterrebbe grandi risultati.

    Ma svanirebbe il fascino e le capacità personali.

    in risposta a: My Golf: Il diario di TST75 (Wolf75) #30640
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    Grazie Alby.

    La domanda l’avevo posta perchè un weekend ho fatto parecchio campo pratica e approcci e poi il giorno seguente gara ed ero un po’ fiacco. Vero che potrei esser anche io che non sono molto allenato, certamente!

    Quello che volevo sapere, magari anche dai pro come dunlop era se a livello psicologico lavorare in campo pratica il giorno prima della gara potesse poi portarmi a giocare la gara cercando di lavorare su alcune accorgimenti o midifiche riscontrate durante il campo pratica nel giorno predente. Un effetto contro producente, quasi come fare lezione prima della gara.

    Penso che 9 buche il giorno prima della gara possano essere utili per le sensazioni.

    Il campo pratica ed eventualmente le 9 buche il giorno dopo la gare, oltre che come de-faticamento, potevano esser utili per lavorare sugli aspetti che ho riscontrato in gara, ancora freschi nella memoria.

    Da qui il dilemma. Entrambe le possibilità hanno pro e contro.

     

     

     

     

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