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La promozione del golf in Italia è sufficiente ?

La promozione del golf in Italia è sufficiente ?

Se tutti noi dovessimo rispondere a questa domanda, penso che la maggior parte risponda in modo negativo, ma c’è da porsi anche un’altra domanda, chi deve fare promozione del golf in Italia ?In cima alla lista ovviamente mettiamo la Federgolf, la federazione “sovrana” che regolamenta il nostro sport a cui ogni anno tutti i golfisti italiani pagano un tesseramento (volente o nolente), parte di questi soldi sono investiti nella pubblicità del nostro sport.

La Federgolf da parte sua dovrebbe sponsorizzare il golf, come sport in generale, per attirare più gente possibile verso questa nostra disciplina, promuovere il golf attraverso carta stampata, pubblicità in tv, promozione nelle città e nelle scuole, presenziare negli eventi dedicati allo sport organizzati dalle città e molto altro.

Qualche cosa è stato fatto, ma sicuramente ancora troppo poco, perchè se non portiamo il golf alla gente, non lo facciamo provare, difficilmente il golf è una calamita così potente da attirare tanta gente verso un lontano e periferico campo da golf…

La Federazione si occupa anche dell’organizzazione di eventi di carattere nazionale e richiamo internazionale, stiamo ovviamente parlando ad esempio dell’Open d’Italia, un evento che ha un certo appeal e che richiama alcuni tra i migliori giocatori di golf al mondo.

L’idea della Federgolf di rendere questo evento a “porte aperte” per fornire il maggior accesso possibile è sicuramente un’iniziativa positiva per avvicinare al golf qualche nuovo curioso, ma in questi casi bisogna rendere subito visibile la possibilità di provare il golf e incentivarla il più possibile.

Ma nel golf non c’è solo la federazione, subito sotto abbiamo i circoli di golf, dislocati sul territorio e quindi più vicini a quelli che sono i loro interlocutori, cioè i giocatori.

I golf club da parte loro dovrebbero fare pubblicità alla propria struttura e in modo intrinseco quindi al golf, ma vedere la pubblicità di un circolo di golf, che invita a tesserarsi o a provare a giocare, al di fuori di una rivista di golf o di altro giornale a tema è cosa assai rara…

Per non parlare dei siti internet dei golf club, che sono utilizzati per tutto meno che per invogliare la gente ad iniziare a giocare a golf, criptici come una club house, prezzi nascosti o spesso non pubblicati che rendono ancora più misterioso e magari anche elitario questo sport.

Insomma se sbadatamente uno volesse inziare e farsi un’idea dei costi di un circolo che ha scoperto, passandoci davanti una volta che si era perso in macchina, recandosi sul sito spesso le tariffe potrebbe non trovarle, di promozioni per iniziare a giocare a golf neanche a parlarne, si intendono ovviamente promozioni vere non quelle utili solo a tirarti dentro per spennarti poi sucessivamente….

Passate Federazioni e Circoli, abbiamo i media, carta stampata e riviste di settore come dice la parola stessa sono più che altro lette e consultate dagli appasionati di golf, anzi spesso se non nei grandi centri abitati trovare le riviste in edicola sembra diventato difficile.

Una volta trovata la rivista, provate a prenderla e a leggerla come uno che di golf non conosce nulla e non ne capisce nulla, trovate degli articoli che vi spiegano quello che vorreste sapere ?

Cosa costerebbe alle rivisite mettere una pagina, dico una semplice pagina, all’inizio di ogni rivista che spiega come iniziare a giocare a golf, i termini principali, come avvicinarsi a questo sport, sempre la stessa pagina, perchè se per caso quella rivista finisce in mano ad una persona che non ha mai provato il nostro sport, leggendo quell’articolo magari potrebbe invogliarsi a provare il golf no ?

Tra i media poi abbiamo la televisione, in questo caso parliamo di Sky, perchè al di fuori della televisione a pagamento il golf non si vede, da parte sua la televisione sicuramente è una calamita per incuriosire le persone ad inziare a giocare.

Alla fine della piramide, poi ci siamo noi, i golfiti italiani che praticano questo sport e che spesso siamo i primi “portatori infetti” di golfite acuta, siamo i primi che facciamo pubblicità al nostro sport perchè ne siamo innamorati prendendoci spesso magari dei ricchi, degli snob o dei praticanti di uno sport che non è uno sport….

Parlandone con amici e parenti, li portiamo in campo pratica, li facciamo provare, cerchiamo ogni modo per fargli alzare quella maledetta pallina per farlo innamorare di questo sport e spesso ci riusciamo infettando un’altra persona, perchè non c’è nulla più forte dell’entusiasmo di un’altra persona che non deve “venderti nulla” ma vuole solo trasmetterti il suo amore per il golf, e convincere un’altra persona ad iniziare.

Se dovessimo attribuire delle percentuali di promozione a questa piramide, forse i valori più alti li avremmo partendo dal basso e andando verso l’alto, la promozione del golf in Italia è sacrificata, ridotta, quasi inesistente se usciamo dal mondo del golf….

Ma a cosa serve una pubblicità per chi nel golf è già immerso ?

Il golf è rimasto ancora troppo ancorato a delle vecchie tradizioni, ad un concetto di golf e circolo che molto spesso si scontra contro la realtà e l’attualità, potrebbe sembrare brutto, poco romantico, ma questo è il mercato del 2018 e a questo bisogna sopravvivere ed adeguarsi.

La ricerca del prezzo basso, di un golf più rapido che non impegna tutta la giornata, di uno sport da praticare come tanti altri, bisogna cambiare direzione, bisogna aumentare la promozione del golf per attirare più gente perchè se da un lato bisogna abbassare i prezzi dall’altra bisogna aumentare i praticanti per continuare a coprire i costi di un campo da golf che invece rimangono fissi.

Se provi a ripensare al tuo caso, tu come ti sei avvicinato al golf ? Quale forma pubblicitaria, di quelle menzionate sopra, ti ha portato ad avvicinarti a questo sport ?

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Questo argomento contiene 33 risposte, ha 14 partecipanti, ed è stato aggiornato da Flavio49 Flavio49 1 anno, 1 mese fa.

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    Mi dispiace parecchio visti i precedenti,  ma devo dire che non riesco a trovare l’articolo proposto da Dunlop non condivisibile…

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    Non puoi basarti su una stima “ad occhio” Sovente (quasi sempre?) gli juniores sono inseriti nel club dei giovani del circolo e fanno lezione con il maestro o magari sono tesserati presso un circolo (proprio perché qui c’è un buon club dei giovani) ma poi vanno in altro. Better che è più dentro queste cose potrà spiegarti meglio

    Il numero di Juniores iscritti a un circolo di golf non è sempre impeccabile… questo è il mio personale pensiero.
    A volte vengono tesserati ragazzi under18 che non giocano più oppure bambinetti/nipotini di qualche nonno golfista ma che non sono andati oltre a qualche buca in putting green; ragazzini che vengono depositati ai club dei giovani come baby parking e che non giocano. Perchè?
    Primo perchè con 100 euro tesseri 5 persone invece di una e questo fa piacere alla Federazione stessa: molti circoli non fanno pagare i piccolini e quindi l’investimento/costo corrisponde solo ai 20 euro della tessera junior. Se avessi un circolo con un centinaio di iscritti, mi verrebbe voglia di investire 2000 euro in tessere FIG junior e raddoppiare il numero di iscritti, soprattutto se trovo un partner/sponsor (e qui potremmo scriverci una tesi di dottorato… :-) ). Secondo perchè avere soci junior fa figo, e avere il club dei giovani porta qualche miserrimo vantaggio, che non ricompensa i costi elevati, quasi sempre legati ai maestri; poi come già detto prima, è meglio avere un circolo con 200 soci rispetto all’averne uno con 150. Ricordiamoci che i contributi distribuiti dal CONI sono anche in funzione del numero di associati complessivo, quindi meglio in più che in meno… con 300 circoli in Italia (o quanti sono) qualche ragazzino qua e qualche ragazzino là, arriviamo almeno al 5% del totale degli iscritti… capperi, spero di sbagliarmi per eccesso.
    Il numero degli juniores mi ha sempre lasciato perplesso, inoltre, se raffontato con il numero di iscritti alle gare giovanili (sempre meno tra l’altro): ci sono circoli che vantano anche 100 juniores ma di cui conosco sì e no una ventina di frequentatori di giovanili (ricordiamoci che si è junior fino a 18 anni e che a un certo punto molti ragazzi fanno solo più gare federali e abbandonano le giovanili)… ma purtroppo non è che cambi il sillogismo anche perchè le monitoro tutte le gare federali, soprattutto in zona, vero Alby? ahahahah
    In verità credo che non sia del tutto improprio forzare i numeri per svecchiare la categoria del golfista (non è una truffa se un nonno iscrive il nipote alla FIG e questo non tira una palla), anche solo dal punto di vista dell’immagine, tuttavia forse c’è qualche esagerazaione.
    Dulcis in fondo da quest’anno hanno cambiato i criteri per assegnare il Brevetto B (altra tesi di dottorato, quando volete): il numero di Brevetti B in Italia scenderà e magari qualcuno vedendosi privato della “qualifica” potrebbe anche patire la delusione e smettere. A fine 2017 in Italia c’erano 97 BG (Brevetti giovanili) e 489 B (Brevetti): il numero di BG potrebbe avere una leggera flessione, sui secondi credo che ci sarà un ridimensionamento pesante (50%? Forse anche meno). Il cambiamento è in parte da condividere: era troppo facile prendere il B e poter giocare gratis ovunque (o quasi); alcuni facevano un paio di giovanili solo per ottenre il brevetto e farsi le vacazne golfistiche greenfee-free… abbastanza penoso. Tuttavia c’erano altre formule meno categoriche. Vedremo…
    Varrebbe la pena approndire la differenza tra golf agonistico e golf ludico-ricreativo, sugli obiettivi della FIG in merito ai ragazzi e su quanti ragazzi smetteranno quando scopriranno di non essere Manassero, con la perdita irrimediabile del golfista normale, quello che serve per l’economia del sistema. E qui potremmo imbastire la terza tesi di dottorato in materia, che personalmente considero il Terzo mistero di Fatima (quello che veramente mi appassiona).
    Vedremo anche questo…

    In conclusione sarebbe bello poter avere a disposizione dati precisi sulle età degli iscritti e su dove essi siano: il database della FIG quando scaricato in un unico file (file di excel con 200.000 righe, ci sono anche i giocatori stranieri di passaggio in Italia che sono stati magari attori di qualche garetta…mai visto le classifiche con scritto estero?) non fornisce la data di nascita; la data di nascita è visibile solo se si interroga il database voce per voce… un delirio. I quasi 600 brevetti (noti dagli elenchi FIG) sono una piccola goccia del mondo juniores, una goccia che con un po’ di pazienza si riesce comunque a monitorare e a me la pazienza non difetta.

    Ciao

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 1 mese fa da BetterLateThanNever Corrado Rinaudo.
    #22959
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    Se per caso mi cercasse Chimenti, Enrico… dagli pure il mio numero di cell.

     

    :cappellino:

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 1 mese fa da BetterLateThanNever Corrado Rinaudo.
    #22964
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    Non puoi basarti su una stima “ad occhio” Sovente (quasi sempre?) gli juniores sono inseriti nel club dei giovani del circolo e fanno lezione con il maestro o magari sono tesserati presso un circolo (proprio perché qui c’è un buon club dei giovani) ma poi vanno in altro. Better che è più dentro queste cose potrà spiegarti meglio

    Il numero di Juniores iscritti a un circolo di golf non è sempre impeccabile… questo è il mio personale pensiero. A volte vengono tesserati ragazzi under18 che non giocano più oppure bambinetti/nipotini di qualche nonno golfista ma che non sono andati oltre a qualche buca in putting green; ragazzini che vengono depositati ai club dei giovani come baby parking e che non giocano. Perchè? Primo perchè con 100 euro tesseri 5 persone invece di una e questo fa piacere alla Federazione stessa: molti circoli non fanno pagare i piccolini e quindi l’investimento/costo corrisponde solo ai 20 euro della tessera junior. Se avessi un circolo con un centinaio di iscritti, mi verrebbe voglia di investire 2000 euro in tessere FIG junior e raddoppiare il numero di iscritti, soprattutto se trovo un partner/sponsor (e qui potremmo scriverci una tesi di dottorato… :-) ). Secondo perchè avere soci junior fa figo, e avere il club dei giovani porta qualche miserrimo vantaggio, che non ricompensa i costi elevati, quasi sempre legati ai maestri; poi come già detto prima, è meglio avere un circolo con 200 soci rispetto all’averne uno con 150. Ricordiamoci che i contributi distribuiti dal CONI sono anche in funzione del numero di associati complessivo, quindi meglio in più che in meno… con 300 circoli in Italia (o quanti sono) qualche ragazzino qua e qualche ragazzino là, arriviamo almeno al 5% del totale degli iscritti… capperi, spero di sbagliarmi per eccesso. Il numero degli juniores mi ha sempre lasciato perplesso, inoltre, se raffontato con il numero di iscritti alle gare giovanili (sempre meno tra l’altro): ci sono circoli che vantano anche 100 juniores ma di cui conosco sì e no una ventina di frequentatori di giovanili (ricordiamoci che si è junior fino a 18 anni e che a un certo punto molti ragazzi fanno solo più gare federali e abbandonano le giovanili)… ma purtroppo non è che cambi il sillogismo anche perchè le monitoro tutte le gare federali, soprattutto in zona, vero Alby? ahahahah In verità credo che non sia del tutto improprio forzare i numeri per svecchiare la categoria del golfista (non è una truffa se un nonno iscrive il nipote alla FIG e questo non tira una palla), anche solo dal punto di vista dell’immagine, tuttavia forse c’è qualche esagerazaione. Dulcis in fondo da quest’anno hanno cambiato i criteri per assegnare il Brevetto B (altra tesi di dottorato, quando volete): il numero di Brevetti B in Italia scenderà e magari qualcuno vedendosi privato della “qualifica” potrebbe anche patire la delusione e smettere. A fine 2017 in Italia c’erano 97 BG (Brevetti giovanili) e 489 B (Brevetti): il numero di BG potrebbe avere una leggera flessione, sui secondi credo che ci sarà un ridimensionamento pesante (50%? Forse anche meno). Il cambiamento è in parte da condividere: era troppo facile prendere il B e poter giocare gratis ovunque (o quasi); alcuni facevano un paio di giovanili solo per ottenre il brevetto e farsi le vacazne golfistiche greenfee-free… abbastanza penoso. Tuttavia c’erano altre formule meno categoriche. Vedremo… Varrebbe la pena approndire la differenza tra golf agonistico e golf ludico-ricreativo, sugli obiettivi della FIG in merito ai ragazzi e su quanti ragazzi smetteranno quando scopriranno di non essere Manassero, con la perdita irrimediabile del golfista normale, quello che serve per l’economia del sistema. E qui potremmo imbastire la terza tesi di dottorato in materia, che personalmente considero il Terzo mistero di Fatima (quello che veramente mi appassiona). Vedremo anche questo… In conclusione sarebbe bello poter avere a disposizione dati precisi sulle età degli iscritti e su dove essi siano: il database della FIG quando scaricato in un unico file (file di excel con 200.000 righe, ci sono anche i giocatori stranieri di passaggio in Italia che sono stati magari attori di qualche garetta…mai visto le classifiche con scritto estero?) non fornisce la data di nascita; la data di nascita è visibile solo se si interroga il database voce per voce… un delirio. I quasi 600 brevetti (noti dagli elenchi FIG) sono una piccola goccia del mondo juniores, una goccia che con un po’ di pazienza si riesce comunque a monitorare e a me la pazienza non difetta. Ciao

     

     

     

    Grazie. Era quello che pensavo.

    In effetti sapere quanti tesserati giochino veramente a golf ( intendo anche quello  agonistico) sarebbe interessante.

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 1 mese fa da Flavio49 Flavio49.
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