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Essere uno Swing Trainer cosa significa?

Swing Project AcademyNon mi tocca un compito facile, non perché sia difficile per me fare il lavoro che mi appresto a cominciare, ma solo perché sarà difficile far capire a tutti voi ciò che andrò ad esporvi.

Ho già provato ad esporre più volte il lavoro di Swing Trainer, l’ho sempre fatto cercando di far comprendere la sua semplice complessità.

Faccio un lavoro che è a dir poco semplice, non faccio altro che insegnare, in maniera didatticamente completa e con un programma di lavoro prestabilito, a ricreare un movimento ripetitivo e dallo sviluppo naturale per giocare a golf, ovvero insegno a ricreare uno swing in maniera concettualmente corretta e naturale.

Per farlo mi avvalgo di due strumenti fondamentali.

Il primo è un programma di lavoro sviluppato in maniera didattica ineccepibile, ovvero seguendo alla lettera i dettami per la ricostruzione di uno schema motorio per un adulto.

Il secondo è la mia capacità empatica di sentire e aiutare a comprendere le tensioni che caratterizzano ogni giocatore sia in fase statica che dinamica.

Partirei da questo aspetto che è poi il mio punto di forza nel costruire un movimento che dia la possibilità a chi lavora con me di progredire nello sviluppo del movimento stesso.

Quando guardo un giocatore cerco di capire, in base alla fisionomia del suo corpo e al suo sviluppo del gesto atletico, dove si accumulano le tensioni negative che creano problemi allo sviluppo del movimento e cerco di portare l’attenzione del giocatore nel comprendere la differenza di sensazione quando riesce ad attenuare tale tensione.

Per quanto vi sforziate di ripetere un gesto più e più volte, se non lo fate cercando di abbassare tali tensioni, il gesto resterà fine a se stesso e quindi poco ripetibile perché le tensioni stesse rappresentano un ostacolo alla reale percezione del gesto.

Le tensioni poi sono causa di problemi posturali già dal set up, più voi costringete il corpo ad una postura innaturale o scomoda più innalzate le tensioni, più create una routine lunga e più facilmente accrescete le tensioni e così via, ne deduciamo che solitamente un giocatore si trova in uno stato di tensione continua.

Non mi dilungo oltremodo su questo concetto ma spero sia chiaro quanto sia importante poter avere sotto controllo questo aspetto prima di costruire uno swing o un movimento in genere.

Il primo punto rappresentava la Didattica, lo scrivo con la D maiuscola perché non credo possa esistere insegnamento senza avere un qualcosa di concreto su cui studiare, senza avere un programma che rappresenti varie tappe di apprendimento e che dia il senso di progressione nel lavoro svolto.

Quante volte ho sentito dire che questo gioco non si può imparare, che è un gioco semplicemente da giocare, trovo che sia un alibi di chi non sa come insegnarlo.

Fondamentalmente si tratta di meccanica e geometria e quindi due aspetti che hanno leggi e regole precise.

Ecco perché nel mio metodo di insegnamento si segue un programma preciso suddiviso in 7 parti di cui il Set up e altre 6 posture che rappresentano le fasi meccaniche che caratterizzano il tipo di schema motorio che ho identificato come Swing più adatto e naturalmente sviluppabile dai normodotati.

Quello che spesso viene trascurato nell’insegnamento dello swing è proprio lo sviluppo naturale del gioco stesso, si è sempre troppo condizionati dal risultato e poco attenti alle condizioni che lo caratterizzano.

Esiste un modo giusto e uno sbagliato di imparare lo swing, uno si basa sul risultato e sulle sensazioni avute al momento.

Questo modo di imparare che credo sia utilizzato dalla stragrande maggioranza dei giocatori dilettanti è poco costruttivo produce incostanza nel risultato e spesso crisi e regressi nell’apprendimento del gesto perché manchevole di basi e punti di riferimento, semplicemente il giocatore prova a creare qualcosa ma supportato da poche nozioni concrete e quindi quasi allo sbaraglio.

Il modo corretto secondo me e molto più naturale invece passa attraverso la comprensione e la corretta collocazione della varie parti del corpo in coordinazione, equilibrio e in assenza di tensione.

Attraverso il mio metodo di lavoro si esplorano tutte le varie fasi importanti dello swing capendone meccanica e interazione.

Il lavoro porta alla comprensione e capacità di realizzazione del movimento in maniera costante e da modo di comprendere a pieno la naturale interazione tra l’azione del corpo e quella del bastone.

Ciò che insegno spesso ai miei allievi è che quello che deve accadere per far si che possiamo colpire la palla in maniera ripetitiva e costante la palla è che “Il giocatore deve imparare a muovere il copro in armonia con il bastone e poi deve lasciare che il bastone colpisca la palla”.

Indubbiamente non è un lavoro per chi vuole solo andare a dare bastonate alla palla, e sinceramente non sono allievi che vorrei da me quelli, ma per chi vuole avere modo di IMPARARE lo swing in maniera naturale e sicura troverà sempre in me una persona al suo servizio.

Mi sono dilungato un po’ ma vi garantisco che ci vorrebbero centinaia di pagine per descrivervi tutto ciò che comprende l’analisi delle tensioni e le loro interpretazioni sia emotive che muscolari ma sarebbe un lavoro estenuante per me e dannoso per voi perche le tensioni e le ansie che caratterizzano ogni swing o anche solo ogni set up nascono nel profondo di agni giocatore, a me l’ingrato ma stupendo compito di andarle a ripescare portarle alla luce e farvele superare.

Ronnie Giusti
Swing Trainer

A proposito Ronnie

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