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Il vostro circolo vende solo GREEN FEE ?? Sarebbe ora di cambiare gestione…

La domanda è volutamente provocatoria, il vostro attuale circolo di golf vende solo green fee ? Forse è il caso che cambi gestione allora vediamo insieme il perchè e sentiamo cosa ne pensate anche voi.E’ un’idea che sostengo da tempo anche qua su HoG in alcune vecchie discussioni del forum e immaginavo che fossero già molti i paesi che applicassero un modello di business ai circoli di golf.

Anche in Italia i golf club non possono e non devono pensare di trarre guadagno solo dalle tessere e dalle gare (compresi i green fee esterni).

Sono ovviamente una parte dell’incasso, un introito da mettere a budget non dico mica di farne a meno, ma non deve essere l’unica ancora di salvezza o l’unico modo di far cassa che esiste per il circolo…

Basta con l’uso di associazioni sportive utili magari a pagare meno tasse, bisogna far lavorare meglio la struttura e ottimizzare i guadagni con tutte le possibilità a sua disposizione, trasformandola in una vera e propria azienda.

Su un vecchio numero di Golf & Turismo, attira la mia attenzione la foto di una faccia a me nota (Andrea Faldella ex Segretario Sportivo al Royal Park di Torino) trasferitosi a Dubai da fine 2015, nell’articolo leggo un’opinione simile a quella esposta poco sopra… non solo opinioni ma anche numeri e metodi di lavoro, certo non si potrà confrontare DUBAI con l’Italia del golf, ma è sicuro che qualche cosa bisogna cambiare nella gestione dei circoli italiani.

Nell’articolo si parla di due Italiani che nel golf ci lavorano, in segreteria e in campo come maestro (Federico Alba), che riconoscono ai golf degli Emirati un’organizzazione aziendale dei circoli di golf, riporto alcuni estratti che bene rendono l’idea:

“Dei nostri 400 soci, per esempio, attraverso programmi specifici legati ai punti vendita all’interno del club, sappiamo esattamente qual è la bevanda preferita, il numero di scarpe, la taglia esatta della maglietta, il tipo di pallina che giocano e così via…”

Personalizzazione delle offerte in base ai propri clienti, questo potrebbe essere un esempio di come ottimizzare le entrate. Conoscere i propri “clienti” per proporgli quello di cui hanno bisogno, per andare incontro alle loro esigenze. Senza farlo in modo così dettagliato come fanno a Dubai con software e elettronica ma in modo più familiare e umano.

Il circolo di golf deve essere un ambiente familiare in cui il socio si va a rifugiare per “scappare” dalla vita quotidiana, per rilassarsi e condividere parte del proprio tempo libero a contatto con la natura e con altri soci.

“….da parte nostra non c’è solo la necessità di vendere un prodotto, ma la volontà di creare e far vivere un’esperienza. Un circolo non è il solo campo, ma anche e sopratutto le persone che vivono all’interno di quello stesso club.”

Ecco un’altro fattore da cui si può prendere spunto per migliorare, il socio deve essere parte del circolo stesso, deve essere lui a dare vita al circolo e a frequentarlo non solo per giocare a golf. Bisogna però metterlo nelle condizioni di farlo, organizzare attività e iniziative che invoglino il socio a frequentare il circolo e a trascorrere all’interno di esso parte del suo tempo, ma non da solo, con tutta la famiglia perchè lo spazio a disposizione nei circoli di golf di certo non manca e se facciamo avvicinare anche i familiari al circolo gli incassi (ad esempio di ristorante, piscina, bar) possono aumentare.

“…da noi (in Italia) a volte si gestisce un circolo con un approccio amatoriale ed è necessario un cambio di mentalità…”

Troppo spesso la gestione viene affidata a personale con tanta buona volontà ma non competente per compiere le scelte giuste per il circolo e per le sue casse, è normale che gente più qualificata potrebbe costare di più ma dovrebbe far rendere anche di più la struttura per il beneficio di tutti non credete ?

Un’altro punto che mi ha colpito dell’articolo è quello legato ai fatturati, ovviamente le cifre del Golf Club Els Dubai sono da capogiro (12 milioni di euro annui) ma se pensate che quasi il 50% degli incassi deriva dal “food & beverage” allora il discorso cambia.

Si perché una buona parte degli incassi deriva dalle consumazioni dei soci e dei loro ospiti ai bar e ai ristoranti del circolo, che a Dubai a differenza che in Italia vengono gestiti internamente dal circolo, per alimentare un’altra fonte di profitto.

Negli Emirati al fine di ottimizzare costi, revenues e values, ogni aspetto del club è gestito da un manager differente, specializzato in quel campo ma tutti lavorano in perfetta sintonia per il bene del circolo e per le sue casse.

Certo queste metodologie non possono essere applicate a tutti i circoli in Italia, perché per gestire questo genere di cose con manager differenti servirebbero altri numeri, ma è possibile prendere il meglio di questa gestione e ottimizzarlo per il nostro modello di business e alcuni circoli, anche se pochi, in Italia lo stanno già facendo.

Ma cambiando mentalità e modo di vedere la gestione di un circolo, con numeri più bassi (non 400 soci ma 80) anche il numero dei manager a disposizione potrebbe diminuire e magari una persona preparata e competente potrebbe gestire tutto insieme in modo più oculato e redditizzio non pensate ?

Lo scopo dei circoli di Dubai, in cui sono andati a lavorare i nostri connazionali, è quello di vendere si la membership del circolo ma in contemporanea fornire differenti privilegi e servizi ai soci, in modo da far capire che diventare soci del loro circolo non è solo utile per giocare a golf ma offre anche differenti vantaggi e ha un valore enorme anche se non si è golfisti.

Un circolo di golf tessera un buon numero di persone, sarebbe possibile quindi per il circolo stesso cercare di stipulare diverse convenzioni con diversi servizi magari anche dei soci stessi del circolo, in modo da creare un beneficio per tutti i tesserati con delle scontistiche.

Un’altra cosa che mi viene in mente, ad esempio, sono delle mini-clinic monotematiche di 1 giorno massimo 2 giorni che i maestri del circolo potrebbero fare per i soci a prezzi calmierati, una clinic di gioco corto per un numero limitato di iscritti, una clinic su putt con un prezzo forfettario, perchè dobbiamo andare a fare le clinic sempre e perforza in altri club e non possiamo farle nel nostro ?

Sarebbero a mio avviso attività che potrebbero portare nelle casse del circolo liquidità in più e in modo differente, offrire in contemporanea servizi al socio che sarebbe anche più invogliato di rinnovare la tessera l’anno successivo.

Queste sono solo alcune delle idee e delle iniziative che si potrebbero organizzare, ma mettendosi con calma a pensare con gli addetti ai lavori a mio avviso potrebbero venire in mente moltissime idee e proposte per integrare gli incassi di un circolo in modi differenti dal semplice green fee e dalla gara infrasettimanale.

Il vostro circolo a tal proposito come si comporta ? E’ attivo e propositivo rendendo il vostro club un posto in cui volete andare portando magari anche la famiglia NON golfista ?

O vi limitate a frequentare il circolo solo per un fugace (a volte non troppo….) giro del campo e poi subito scappate a casa ?

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Non possiamo paragonare il golf a sport come il calcio, basket o simili, ma se guardiamo già ad un abbonamento ad una palestra, a sport come scii o tennis allora facendo attenzione ad una serie di fattori possiamo anche spendere meno o uguale a questi sport.

Si può infatti giocare a golf con attrezzatura di seconda mano, si può scegliere il tesseramento via internet o a campi pratica molto più economici dei tesseramenti presso campi blasonati da 9 o 18 buche, l'investimento più oneroso almeno all'inizio è quello della sacca da golf e delle lezioni con il maestro, ma meglio investire subito in lezioni che permettono di imparare le basi e poter giocare a golf divertendosi.

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Questo argomento contiene 19 risposte, ha 9 partecipanti, ed è stato aggiornato da Wedge60 wedge60 1 settimana, 3 giorni fa.

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  • #14796
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    La domanda è volutamente provocatoria, il vostro attuale circolo di golf vende solo green fee ? Forse è il caso che cambi gestione allora vediamo insi

    [Leggi l’articolo completo: http://www.houseofgolf.it/golf-abc/costi-del-golf/vostro-circolo-vende-solo-green-fee-ora-cambiare-gestione/]

    #14805
    Alle_Uhr
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    Tutto molto interessante, però dimentichi che se tutti i circoli cominciano a voler far soldi in questo modo diventeranno esclusivi (nel senso che servizi tipo piscina & co. fanno lievitare i prezzi di associazione per cui escluderanno tanti clienti che vogliono/possono investire in golf), diritto dopotutto a Dubai girano molto più soldi (e gente con più soldi) che in altri posti e le differenze di classe sociale e di stipendio sono molto più pronunciate.

    #14806
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    Integrare una mini palestra in un circolo non avrebbe un costo esorbitante e porterebbe marito e moglie nello stesso circolo a tesserarsi tutti e due….

    Un club per i bambini, avrebbe costi irrisori e permetterebbe alla famiglia di trascorrere la domenica al circolo con i bambini che si divertono, loro che si rilassano e tutti contenti….

    Non serve per forza fare un’opera faraonica come quelle di Dubai, di soluzioni alternative a basso impatto sul prezzo ce ne sono molte, bisogna solo pensarci e provare ad attivarle…

    Una clinic con il tuo maestro su un aspetto del gioco, ad esempio l’uscita dal bunker a 35 euro non la faresti ? Full immersion di 1 giorno, massimo 10 partecipanti…. sono 350 euro per 5 ore il maestro ne prende una parte, una parte la prende il circolo… pranzo al circolo che puoi comprendere o far pagare con un prezzo fisso…

    Quelli di Dubai sono solo esempi di come la hanno ottimizzato la cosa, ovvio che andrebbero adeguate a quelle che sono le abitudini italiane….

    Non so dal punto di vista legale come funzioni qua in Italia, ma nel mio circolo di tennis ad esempio erano associati con l’ACLI e i prezzi erano quindi bassi per forza di cose, basterebbe far pagare le consumazioni a prezzi normali per far diminuire magari il numero di persone che si portano il pranzo o fare dei menu del golfista a prezzi modici….

    Poi ci sta che fai la serata di cena con un menu un po più particolare… utile anche per fare gruppo.

    O ad esempio le gite ai campi da golf, con l’affitto di un pulmino e un prezzo di trasporto e green fee agevolato di cui una parte rimane in tasca al circolo….

    O ancora gadget logati come maglie, cappellini e simili a prezzi normali sono altri modi per fare business, non cifre stratosferiche ma se sommate a tutte le altre…

    #14821
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    Ho vissuto 2 anni a Dubai, e ho avuto la fortuna di cominciare lì a giocare a golf, nella splendida cornice dell’Emirates Golf Club. E’ vero che non c’è paragone tra quello che offre il golf emiratino e quello italiano, basterebbe solo dare un’occhiata alla loro area approcci, o ai 2 driving range, o ai due percorsi da campionato e a quello executive, o semplicemente ai maestri che ci lavorano. Il mio pro era un inglese che aveva frequentato un college americano con borsa di studio grazie al golf, e aveva un approccio all’insegnamento che purtroppo non ho più ritrovato…Oltre al golf poi ci sono ristoranti, bar, piscina, palestra, etc.

    Tutto questo ha un però…i costi. Non c’è bisogno di aver vissuto a Dubai per capire di che cifre stiamo parlando, basta andare sul sito e c’è scritto tutto. A parte le cifre proibitive dell’associazione. Il fatto è che si paga tutto! Essere soci dà diritto a riduzioni, non ad esenzioni (non si paga giusto il driving range e l’executive). I green fee si pagano (anche scontati, farebbero impallidire chi si lamenta di 80€ come green fee alto).

    Un’ora di lezione con maestro (che poi era da 50 min) era poco più di 100€.

    Insomma, quello che voglio dire è che è facile dare dei servizi così con incassi paragonabili a quelli dell’Emirates Golf.

     

     

    #14825
    Wedge60
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    Però il discorso preso così in modo estremo è ovvio che non sta in piedi, è come se mi dicessero guarda un video di Tiger Woods e poi vai in campo e fai la stessa cosa….

    E ovvio che non ci riuscirò mai anche praticando per giorni… quello che posso fare e andare in campo e cercare di prendere spunto dal movimento di Tiger per trovare un mio swing che funzioni e sia efficace per il mio corpo, le mie capacità.

    Stesso discorso potrebbe essere fatto con i circoli, guardo dall’altra parte del mondo e apprendo cosa fanno loro, poi lo porto in Italia e cerco di applicare lo stesso concetto al nostro golf…

    Io ripeto che è possibile, che poi sia più comodo a fine o inizio anno aspettare i soldi dei soliti tesserati che tengono su la baracca e contattare quanti più circuiti di gare possibile per fare cassa che ovvio ci si sforza di meno e a fine anno in un modo o nell’altro si arriva lo stesso….   :chedicoafare:

    #14830
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    . Stesso discorso potrebbe essere fatto con i circoli, guardo dall’altra parte del mondo e apprendo cosa fanno loro, poi lo porto in Italia e cerco di applicare lo stesso concetto al nostro golf 

    è quello che fanno i circoli esteri con noi : vengono qui , guardano e poi
    fanno il contrario.

    #14861
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    Siamo troppo pochi. La gente motivata e piena di stimoli non va a lavorare in un golf club.  Molti golf club elitari e non sono rifinanziati dai proprietari perché non ce la fanno a far quadrare i conti. Il livello del personale che ci lavora mi sembra molto scarso.

     

    #14910
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    Non sono molto d’accordo con l’articolo, secondo me qui da noi sembra che in troppi abbiano l’obiettivo di fare il “super circolo” con “campo super, servizi super, ecc.”, salvo poi non riuscire ad avere il giro economico sufficiente a mantenere il tutto.

    Secondo me bisognerebbe che i vari club si guardino intorno per vedere il tipo di clienti su cui puntare, se in zona sono già presenti altri club di fascia alta sarebbe più sensato puntare su chi non può permettersi quelli, andando a cercare di abbassare più possibile i costi di gestione e accessori. Un discorso che sembra banale ed ovvio, ma, almeno nella mia zona, non lo è stato negli anni passati. Al momento qualcosa si sta muovendo (speriamo bene), andando proprio nella direzione scritta sopra, sarà la via giusta?

    #14914
    DaniUnchained
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    . Al momento qualcosa si sta muovendo (speriamo bene), andando proprio nella direzione scritta sopra, sarà la via giusta?

    Cosa si sta muovendo? Hai qualche notizia positiva? A parte della riapertura del CP di Alba (in continuo rinvio e sicuramente non economico), c’è altro?

    #14919
    Wedge60
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    Non sono molto d’accordo con l’articolo, secondo me qui da noi sembra che in troppi abbiano l’obiettivo di fare il “super circolo” con “campo super, servizi super, ecc.”, salvo poi non riuscire ad avere il giro economico sufficiente a mantenere il tutto.

    No no aspetta, l’articolo non voleva porre l’attenzione sui mega servizi offerti dai circoli di Dubai, ma sulla varietà di servizi e sulla varietà di ingressi che i circoli di Dubai applicano per fare cassa….

    Diversificare l’offerta non significa per forza far diventare un circolo di lusso, anzi, vendere gadgets ad un prezzo basso è sicuramente più facile che venderli a prezzi stratosferici, quindi avere una clientela media e numerosa è sicuramente la soluzione più redditizia…..

    #14929
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    Wedge, purtroppo i costi fissi di un campo (che sia a 4, 9, 18 buche) ci sono e non puoi pensare di poter attirare gente vendendo gadget o mettendo piscine o ristoranti/trattorie. Perché la gestione di queste strutture porterebbe altri costi legati alle stesse. L’unico modo che hai per avere un circolo con tutti quei servizi è alzare i prezzi, non c’è scampo. Sono pienamente d’accordo con mm, bisogna capire di cosa ha bisogno il mercato e cosa c’è in zona. Se ho un circolo esclusivo in zona con quote alte l’unica alternativa è fare un cp con un campo, magari executive con servizi ridotti all’osso e in modo da avere quote basse. Se voglio far concorrenza ai circoli altisonanti fornendo altri servizi, inevitabilmente le quote salgono, a quel punto non hai più 2 alternative, ma 2 circoli in competizione

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    #14943
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    Io ti faccio l’esempio del mio circolo, è un campo pratica con 3 buche, zona putting green ampia e ristorante-bar… nessuna piscina, nessuna altra soluzione extra lusso…. solo una cosa a favore, abbastanza tesserati.

    Un campo come il mio ad esempio potrebbe e alcune cose già le fa, da tutte queste cose si potrebbe trarre un minimo ritorno economico anche per le casse del circolo:

    • Organizzare clinic di 1 giorno di gruppo per i propri tesserati
    • Organizzare gite di 1 giorno o più legate al golf
    • Organizzare competizioni di putting green tra i soci del circolo, tipo campionato sociale di putting green con iscrizione simbolica di 5 euro
    • Organizzare apericena
    • Organizzare cene a tema
    • Organizzare garette sulle 3 buche con un minimo green fee e premio in palio (magari messo a disposizione dagli sponsor)
    • Organizzare meeting aziendali (vedi l’esempio riportato da El Frer)
    • Organizzare demo day con magari delle gare per vincere qualche cosa e un importo minimo (5 euro) per partecipare
    • Creare magliette logate da vendere, sono riuscito a farlo io qua su HoG non riesce a farlo un Golf Club in modo continuativo ?

    Queste sono solo alcune delle idee che al momento mi sono venute in mente, senza bisogno di una struttura faraonica ma solo con quello che il circolo stesso già mette a disposizione….

    Alcune cose infatti loro già le fanno ma sicuramente pensandoci meglio ed essendo più dentro a questo tipo di lavoro potrebbero esserci molte altre possibilità senza aumentare i costi….

     

    Senza considerare che tutto quanto detto sopra, aumenta la conoscenza tra i soci, aumenta l’appartenenza al golf club che ogni socio si “sente addosso” e migliora quindi la fiducia dei tesserati verso il proprio circolo…

    • Questa risposta è stata modificata 1 settimana, 5 giorni fa da Wedge60 Enrico Cigna.
    #14958
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    . Al momento qualcosa si sta muovendo (speriamo bene), andando proprio nella direzione scritta sopra, sarà la via giusta?

    Cosa si sta muovendo? Hai qualche notizia positiva? A parte della riapertura del CP di Alba (in continuo rinvio e sicuramente non economico), c’è altro?

    Il CP di Alba non so a che punto sia, anche perché i lavori che dovevano iniziare a marzo/aprile sono iniziati da poco e non ho idea quando prevedono di aprire, da cosa dicevano però l’idea era di fare un qualcosa di accessibile “per tutti” se non hanno cambiato.

    La buona notizia, anche se non sono ancora andato a vedere perché l’ho saputo solo la scorsa settimana, è che a Monforte ha riaperto un campo nove buche “pitch&putt” (che in realtà non so bene cosa significa). Ho scritto per informazioni e mi dicono che è ad un paio di chilometri dal vecchio Golf Monforte, abbinato all’hotel/ristorante/cantina Reva’. Gli ospiti dell’hotel possono accedere gratis, gli esterni pagando un green fee di 30/35 €. Appena posso voglio andare, se è valido sarebbe una buona notizia per giocare qui in zona, finalmente. Trovi qualche informazione in più su http://www.revamonforte.it/esperienze/golf

    #14959
    Almale
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    …ha riaperto un campo nove buche “pitch&putt” (che in realtà non so bene cosa significa)…. Gli ospiti dell’hotel possono accedere gratis, gli esterni pagando un green fee di 30/35 €.

    I campi Pitch&putt hanno buche par 3 con lunghezza da 40m a 90m e si gioca con solo 3 ferri (putter compreso), il fee mi sembra altino per un P&P 9 buche, con quella cifra faccio un giro 9 buche su uno dei percorsi di Tolcinasco.

    #14962
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    . Al momento qualcosa si sta muovendo (speriamo bene), andando proprio nella direzione scritta sopra, sarà la via giusta?

    Cosa si sta muovendo? Hai qualche notizia positiva? A parte della riapertura del CP di Alba (in continuo rinvio e sicuramente non economico), c’è altro?

    Il CP di Alba non so a che punto sia, anche perché i lavori che dovevano iniziare a marzo/aprile sono iniziati da poco e non ho idea quando prevedono di aprire, da cosa dicevano però l’idea era di fare un qualcosa di accessibile “per tutti” se non hanno cambiato. La buona notizia, anche se non sono ancora andato a vedere perché l’ho saputo solo la scorsa settimana, è che a Monforte ha riaperto un campo nove buche “pitch&putt” (che in realtà non so bene cosa significa). Ho scritto per informazioni e mi dicono che è ad un paio di chilometri dal vecchio Golf Monforte, abbinato all’hotel/ristorante/cantina Reva’. Gli ospiti dell’hotel possono accedere gratis, gli esterni pagando un green fee di 30/35 €. Appena posso voglio andare, se è valido sarebbe una buona notizia per giocare qui in zona, finalmente. Trovi qualche informazione in più su http://www.revamonforte.it/esperienze/golf

    Ok capito, conosco il Revà (non son mai andato ma qualcuno che conosco si); è un pitch and putt max 100mt, ma 30/35€ di fee mi pare esagerato. Non ho chiesto info a riguardo però.

    Per Alba son passato a vedere domenica e stavano bagnando, ma è ancora tutto in alto mare forse per Settembre se va bene riaprono.

     

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