Costruzione dei bunker

I bunker e la loro costruzione nei campi da golf

Costruzione dei bunkerParliamo di bunker, argomento spesso trattato in club house con amici e maestri, uno delle maggiori difficoltà nel gioco del golf da quelli di percorso a quelli profondi di fianco ai green ma vediamo come sono fatti.

Le discussioni sono moltissime a riguardo, sabbia troppo dura o morbida, oppure delle sponde troppo ripide, o del numero dei rastrelli e di dove vadano lasciati, o ancora delle regole da applicare quando sono in cattivo stato o pieni d’acqua, oppure del loro disegno e della posizione in cui sono stati collocati e si potrebbe andare ancora avanti…

Ma dietro ad una “semplice buca” c’è molto lavoro e molto studio, nel rifacimento di un campo da golf i passaggi da fare per rimettere a nuovo un bunker sono molti:

Prima di tutto bisogna togliere la sabbia che è stata aggiunta nell’arco degli anni riportandoli al loro spessore originale.

Successivamente si inseriscono dei drenaggi e, dove necessario, si modellano le sponde per evitare che l’acqua entri a cascata e faccia uscire la sabbia.

Poi si passa alla scelta della sabbia, si dovrebbe verificare anche che la sabbia scelta sia poi disponibile per eventuali aggiunte negli anni a venire. Inoltre si dovrebbe controllare accuratamente la dimensione dei granelli per assicurarsi che il drenaggio sia ottimale, senza intasare i drenaggi sottostanti.

Una volta scelta la sabbia, forse la parte più difficile è trovare lo spessore giusto. Dai 7,5 centimetri sotto e 5 in superficie, sono sufficienti perché rimanga abbastanza compatta senza il pericolo di colpire lo strato sottostante con il bastone.

Molti libri tecnici dicono di metterne fra i 10 e i 15, ma altri affermano che oltre i 7,5 diventa troppo soffice e sia le scarpe sia la palla affondano troppo.

Il segreto di un buon bunker è proprio lo spessore della sabbia. A volte si sposta a causa del vento o dell’acqua piovana, molto spesso però, le aggiunte sono determinate dal modo in cui il greenkeeper rastrella i bunker oppure dal fatto che c’è un punto in cui finiscono tutte le palline. L’ideale per una manutenzione completa sarebbe quella di controllare regolarmente lo spessore con un calibro per mantenerli al meglio tutto l’anno.

Altra cosa da valutare è il colore della sabbia, l’ideale è trovarne una che sia della stessa tonalità di quella presente in zona. Le possibilità sono innumerevoli ed è importante scegliere il colore giusto per il tipo di campo da golf.

La maggior parte delle sabbie sono bianche o molto chiare, ma su alcuni percorsi sono un pugno nell’occhio. Poi ci sono delle varianti grigie, gialle o marroni.

Alcune sabbie bianchissime che si trovano in Costa del Sol o in America sono in realtà polvere di marmo. Una buona sabbia da bunker contiene poche impurità come fango o argilla, se sono presenti ne risentono la compattezza e la qualità del drenaggio.

Rimangono bagnati e duri in inverno, mentre in estate l’argilla s’indurisce e forma uno strato compatto subito sotto la superficie.

Il concetto di bunker è cambiato negli anni, prima nei mesi invernali erano lasciati a se stessi e trattati come “ostacoli”, mentre raramente passa giorno, anche in inverno, in cui non vengano rastrellati e curati.

A proposito HoG Staff

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