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Golf Club Argentario

Per raggiungere il Golf Club Argentario situato a Porte Ercole in provincia di Grosseto, da Milano, prendere l’autostrada A1 fino a Parma, successivamente l’autostrada della Cisa direzione La Spezia, Livorno. Seguire successivamente per Grosseto imboccando poi l’Aurelia SS1 fino all’uscita di Orbetello, attraversare il paese e seguire indicazioni per il Golf.

Il parcheggio è disposto a terrazze e su più livelli, se si prosegue fino all’ingresso del resort c’è un grande parcheggio coperto gratuito, il pro shop è molto raffinato all’interno del resort, a sinistra della hall di ingresso. L’altro, più piccolo si trova nella zona buvette del campo, accanto al campo pratica. Abbastanza fornito con abbigliamento logato e non. Non dispone invece di molta scelta di attrezzatura.

Ma vediamo nel dettaglio il golf club e le strutture che mette a disposizione. Il driving range è abbastanza piccolo considerando le dimensioni del complesso. E’ lungo ma abbastanza stretto. Si pratica da tappetini sotto una bella struttura coperta o da erba appena davanti. Distributore palline a gettone acquistabile in segreteria. Il putting green è tenuto benissimo, accanto al driving range e all’area gioco corto. Un altro più piccolo di tre buche lo troviamo accanto la partenza della 1, probabilmente per ingannare il tempo in attesa della partenza.

La club house, fa parte integrante dell’hotel: non c’è una vera e propria club house se non la piccola buvette con bar, terrazza, bagni e segreteria.

Dopo una breve salita dal campo pratica si arriva al tee shot della buca 1: bel par 4 dog leg sinistro in contropendenza. Buca non particolarmente difficile ma occorre precisione nel tee shot.

La buca 2 (par 3) si raggiunge dopo una salita abbastanza lunga. Bellissima dai tee soprelevati con vista mare. Il vento qua c’è sempre e, abbinato al grosso dislivello, influenza molto la scelta del bastone da gicoare. Il green è molto ampio ma molto movimentato. Buca difficilotta.

Ed ora la mostruosa buca 3: par 5 di oltre 570 metri (578 dai bianchi). Tee shot molto sopraelevato ma la buca è drittissima con vista sulla laguna di Orbetello e il mare. Vento ovviamente contrario. Interminabile ma veramente difficile e spettacolare.

La buca 4 (par4) è un dog leg sinistro: non particolarmente difficile ma delicato soprattutto sul secondo colpo. Anche in questo caso, come in tutto il percorso, la scelta bel bastone è molto influenzata dal vento: quattro volte che l’ho giocata e ho tirato, di secondo, dal ferro 8 al ferro 5 tanto per spiegare come entra in gioco il vento.

La buca 5 (par3) è corta. Tee shot dall’alto e green non difficile. Una buchetta facile dopo le emozioni della 4 e della 5 e…. della 6 (par 5) che sta per arrivare.

Buca 6 il tee shot è fondamentale: impossibile e inutile prendersi il rischio di volare il corso d’acqua. Piazzare il colpo e, semmai, attaccare il green con il legno 3. Buca molto strategica: Il lago sulla sinistra è minaccioso e il vento lo fa entrare in gioco.

La buca 7 (par 4) è abbastanza corta. In assenza di vento o meglio, con vento a favore, si può drivare al green tirando sopra il lago condiviso con la 6. Personalmente, ho piazzato un Ferro 3 al centro e un PW di secondo,in tutta sicurezza.

Dopo una passeggiata lungo la quale si costeggiano della abitazioni private si arriva alla buca 8: par 3 di circa 130 metri. Non difficile ma stretto tra le piante ; vietato sbagliare sia a destra che a sinistra in quanto si finirebbe nel bosco. Il green è molto movimentato.

La buca 9 (par 5) di oltre 510 metri. Difficile malgrado un bel tee shot: fairway in contropendenza da sinistra a destra e l’attacco al green è ostacolato anche dall’ansa del lago sulla destra. Il green è, anche in questo caso, veloce e ondulato. Bella buca per finire le prime nove. Senza dubbio.

Dopo una breve sosta alla buvette si iniziano le seconde nove. Sembra quasi un altro campo. Il paesaggio cambia e al posto del mare ci si incammina dentro la Maremma.

La buca 10 è un bel par 4 non particolarmente difficile: attenzione però al corso d’acqua a difesa del green.

La buca 11 è un bel par 5 di circa 500 metri. Fairway stretto costeggiato da ulivi sia a destra (dove troviamo che il fuori limite) e a sinistra. Se il tee shot è lungo e sul centro destra, conoscendo la buca e magari consultando la mappetta, si può anche tentare il green con il secondo colpo rischiando però il volo dell’uliveto sulla sinistra. Un prudente lay up aprirebbe la completa visuale al green.

La buca 12 è un corto par 4 in salita. Drivabile, molto drivabile…. a patto non ci sia il consueto vento contrario. In questo caso, piazzare tee shot (basta fare 150-160 metri) per avere un ferro medio/corto o addirittura un wedge al green. Quest’ultimo ben protetto da avvallamenti e bunkers profondi.

Bellissimo il par 4 della buca 13 che in base al posizionamento dei tee può suggerire due strategie: una aggressiva tagliando di molto la buca sulla sinistra ma rischiano il folto rought e il bosco oppure si driva sulla destra cercando di sfruttare il rotolamento della pallina in quanto il fairway, nella seconda parte, è in discesa. Bel green mosso e ben protetto con una grossa quercia a circa 50 metri.

La buca 14 è un altro par 4 abbastanza semplice con green su più livelli. Ci guardiamo attorno e siamo davvero in pieno bosco. Queste ultime buche sono ricavate nella Maremma. Veramente splendide.

Passeggiata nel bosco per raggiungere il par 3 della buca 15. Corto e non complicato: le piazzole di partenza sono circondate da alberi di sughero. Buca di relax.

Il finale è davvero cattivo: 16-17-18 sono buche molto impegnative specialmente con vento forte che ormai si è alzato e…ha rotto anche un po’ le scatole.

La buca 16 (par 4) ha un green enorme su due livelli. Se la bandiera fosse posizionata nella parte bassa, il secondo colpo sarebbe necessariamente sopra l’acqua del laghetto sulla sinistra.

La buca 17 e un par3 lungo. Bandiera lunga sopra l’acqua e stormo di paperelle che passeggiano indisturbate sul green. Bellissima buca ma parecchio difficile. Ho visto gente giocarla con l’approccio: non è un’idea così sbagliata. Ma se si azzecca il tee shot e si va in green è davvero una grossa soddisfazione.

Buca 18, conclusiva, un par 4 con piante e corso d’acqua da volare se si vuole avere un secondo colpo al green più facilitato ma in ogni caso, o al tee shot o col secondo colpo, le piante li davanti vanno necessariamente volate. L’arrivo è proprio sotto la terrazza del resort ed il green è molto mosso.

A proposito Falk

Falk

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