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Golf Club Sant’Anna

Il Golf Club Sant’Anna in Liguria si raggiunge tramite l’autostrada A10 Genova-Ventimiglia, uscita Arenzano. Usciti dal casello svoltate a destra e seguite la strada in discesa fino a raggiungere il cartello Cogoleto, girare a destra e seguire, in una strada in salita, le indicazioni per il circolo. L’ampio parcheggio a disposizione su più livelli è purtroppo completamente al sole, un bel viale d’accesso ci conduce alla bellissima club house. 

Subito entrati troviamo la segreteria e il pro shop del circolo, non è molto grande ma è ben fornito e spesso propone delle offerte vantaggiose, già che ci siamo quindi perché non fare un giro ?
Passati in segreteria si raggiungono gli spogliatoi che si trovano nei sotterranei e sono collegati al caddie master con un corridoio. Puliti e molto grandi, con una zona riservata agli sopisti divisa da separè, sono arredati con panche e armadietti in legno chiaro, i bagni e le docce a disposizione sono enormi, profumati e pulitissimi, sempre a disposizione gli asciugamani. Usciamo dagli spogliatoi e ci dirigiamo al Driving Range e all’Area Approcci prima di scendere in campo, il driving range è grande, incastonato tra le buche 1 e 10, in discesa. A disposizione diverse postazioni coperte e tappetini sotto una tettoia in legno, mentre nel periodo estivo la pratica viene effettuata dall’erba una ventina di metri più in basso.
Tirato il secchio di palline, non ci resta che passare al Putting Green posizionato di fianco al driving range, molto ben curato con pendenze da capogiro, area gioco corto e bunker, completiamo la nostra pratica e siamo pronti per scendere in campo.

E’ un percorso spettacolare e molto impegnativo sia dal punto di vista golfistico che fisico. Si consiglia vivamente il cart soprattutto per le prime nove. I puristi della sacca in spalla meglio cedano alla comodità quasi indispensabile della macchinina. La prima parte del percorso si sviluppa infatti sulla collina con pendenze anche del 10% e trasferimenti da green a tee successivo abbastanza lunghi e faticosi.

Il green fee (tra l’altro nient’affatto caro) infatti già prevede il noleggio del cart: meglio approfittare. Le prime nove sono molto tecniche, tee quasi sempre sopraelevati e vento che entra in gioco.

Già dalla buca 1 (par4) se ne ha un assaggio quando “inspiegabilmente” la palla parte perfettamente dritta e poi, raggiunto il punto più alto, al posto di iniziare la sua discesa, si sposta tutta a destra o a sinistra: qui a Sant’Anna il vento gioca un ruolo determinante, occorre sempre tenerlo presente come anche accettare la perdita di palline.

I green sono ampi ma molto molto mossi con pendenze insidiose e spesso la bandiera è cattiva. Ecco, le bandiere, appunto. Non è riportato il numero della buca ma si usano i colori (giallo, rosso e blu) a seconda del par della buca o se sono posizionate corte, medie o lunghe (da come ho potuto capire). Ogni buca è un’avventura: spesso si lascia il cart sulla stradina o sulle piazzole ed occorre fare una scaletta per raggiungere il tee di partenza come ad esempio alla 6 (par 4). Non amo particolarmente queste cose (preferisco avere la sacca a disposizione per la scelta del bastone senza dover tornare al cart) ma qui funziona così.

I faiways sono perfetti molto mossi con i famosi modus, i green velocissimi e come detto, su più livelli. Il rought è durissimo, alto e folto. Bunkers e bunkers d’erba a volontà spesso molto profondi. Come se non bastasse ci sono parecchi fossati a difesa dei green. Ha tutte le caratteristiche di un links scozzese. 

Tra le prime nove la buca 5 (par5) è molto spettacolare. Con green sopraelevato su 3 o 4 livelli, a cui difesa c’è una scarpata. La buca 7 (par 5) è la più difficile del campo. Partenza dall’alto, bunker e bunker d’erba costeggiano tutto il fairway; immancabili le scarpate a difesa del green e pendenze di quest’ultimo da capogiro. Le seconde nove sono un po’ più “tranquille” ma entra in gioco l’acqua. Laghi e laghetti rendono la vita difficile penso a chiunque. Bellissima la buca 11 (par 3 ma hcp 2): 186 metri dai gialli di cui almeno 150 sono di volo obbligatorio del lago.

La buca 14 è la buca più facile: par 3 di 100 metri in salita. La buca 15 invece (par 4) la ricordo con particolare simpatia per il birdie segnato: in discesa e drive lunghissimo e preciso al centro.

Infine la buca 18 (par4) tutta in salita e sembra più corta di quanto è per via di un avvallamento circa a metà fairway. Green come sempre molto insidioso.

La bellissima club house ci accoglie alla fine del nostro giro di campo, il bar/ristorante che si affaccia su un enorme terrazzo con vista meravigliosa sul percorso e le colline è il posto ideale per riposarsi e gustarsi una bibita fresca e delle prelibatezze locali e ripensare al giro appena concluso.

A proposito Falk

Falk

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