VIDEO Francesco Molinari e il segreto della sua vittoria all’Open d’Italia 2016

Oggi vi proponiamo un video di Luigi Angelini, titolare di PERFORMANCE Lab e preparatore di Francesco La Porta che analizza in un video Francesco Molinari e il segreto della sua vittoria all’Open d’Italia 2016.

Manca poco al prossimo Open d’Italia di Golf, Francesco sarà nuovamente in campo e ovviamente il tifo per lui è altissimo.

In questo video Luigi fa una attenta analisi delle caratteristiche che hanno portato Francesco alla vittoria e che accomunano tutti i grandi campioni di golf e di altri sport.

Non si vince mai per caso, ma dietro ad ogni vittoria c’è un processo che richiede organizzazione, impegno, talento e tanto sacrificio.

Se i più preparati e più forti vincono non è mai un caso, se nella vita di tutti i giorni alcune persone hanno successo e altre no.

Per essere un atleta di vertice è vincere nell’alto livello non bisogna trascurare nessun aspetto della performance e bisogna lavorare su tutti i presupposti della prestazione con una dedizione e una costanza incredibile.

Gli atleti di vertice sono delle persone complete sotto l’aspetto tecnico, atletico, alimentare e mentale.

Ho avuto la fortuna di assistere al riscaldamento di Chicco Molinari durante l’ultimo giro, ho visto il suo atteggiamento in quell’occasione, il suo comportamento era totalmente concentrato è incapsulato insieme al suo staff perché con loro ha costruito i presupposti della performance e attraverso di loro ha tutti i riferimenti anche nei momenti di difficoltà.

Era concentrato su quello che stava facendo, tutti i fattori ambientali potevano essere una potenziale distrazione, non dovevano essere inclusi nella sua mente. Si percepiva che era sereno, dissociato mentalmente da tutto il resto, questo per catalizzare tutta la sua attenzione all’interno della performance.

Quel giorno nulla l’avrebbe fermato perché aveva uno sguardo sereno e deciso, un po come Fabio Grosso nell’ultimo rigore nella finale dei mondiali del 2006, vi ricordate quello sguardo, questa è la vera capacità che è un atleta deve sviluppare per arrivare al vertice. Deve riuscire a canalizzare tutte le energie, a focalizzare tutta l’attenzione su quello che gli serve in quel momento, deve evitare ogni fonte di distrazione e deve cercare di evitare di consumare inutili energie nervose per performare nel migliore dei modi durante la gara.

Nel nostro piccolo noi non siamo il prossimo Francesco Molinari, quindi non abbiamo tutte le pressioni di vittoria che può avere Francesco nel suo lavoro, ma quando scendete in campo cercate anche voi la giusta concetrazione per affrontare una gara o giocare senza pensare tanto a questo aspetto ?

Quanto vi fate condizionare da quello che vi circonda ? E quando ti prepari ad una gara, fai qualche tipo di allenamento o esercizio per arrivare concentrato ?

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    Oggi vi proponiamo un video di Luigi Angelini, titolare di PERFORMANCE Lab e preparatore di Francesco La Porta che analizza in un video Francesco Moli

    [Leggi l’articolo completo: http://houseofgolf.it/lezioni-di-golf/golf-mentale-strategia/video-francesco-molinari-e-il-segreto-della-sua-vittoria-allopen-ditalia-2016/]

    #24535
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    Personalmente ho affrontato sempre il golf e men che meno i tornei di golf con molta “sufficienza” e poca concentrazione da gara per scendere in campo e vincere…

    Non ho mai avuto questo approccio agonistico alle competizioni, vado in campo e mi voglio divertire, cercare di giocare come mi piace e finire il giro divertito.

    Anche quando ho preso l’handicap, non pensavo di certo che in quella gara l’avrei preso, ricordo che le prime buche spronato dalle continue voci del forum ho giocato un pò “trattenuto” lasciando il 60 in sacca, dopo due buche mi sono detto ma chi me lo fa fare ?

    Ho ripreso a giocare come sempre, magari solo con un pò più di sale in zucca, poi l’handicap è arrivato da se…

    Voi avete un approccio più serioso alle gare ?

    #24537
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    Quelle che ho fatto no, ma erano Louisiana e quindi potevo chiacchierare con il mio solito compagno di giro in campo quasi come al solito, però a fine giro avevo un bel mal di testa, segno che in realtà cercavo di giocare concentrato anche se inconsciamente!

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