Katsuhiro Miura

Oggi vi parliamo di un’altro marchio di golf prestigioso Katsuhiro Miura, ma prima dobbiamo fare una premessa.

Chi non conosce la nobiltà degli antichi samurai e l’invincibilità delle loro Katana, forgiate e riforgiate per essere rese indistruttibili?

I procedimenti per la realizzazione delle Katana potevano variare da fabbro a fabbro, ognuno utilizzava tecniche particolari che spesso cercava di mantenere segrete anche per coloro che lavoravano nelle proprie botteghe artigiane.


La katana veniva forgiata alternando strati di ferro acciaioso, con percentuali variabili di carbonio. L’alternanza di strati le conferiva la massima resistenza e flessibilità.

Si partiva da un blocchetto di acciaio che veniva riscaldato e lavorato mediante piegatura e martellatura.

Le piegature successive producevano un numero di strati molto elevato: poiché ad ogni piegatura il numero degli strati veniva raddoppiato, con la prima piegatura da due strati se ne ottenevano quattro, con la seconda otto e così via.

 

Alla fine della lavorazione, dopo quindici ripiegature, si arrivava a 32.768 strati. Ulteriori ripiegature erano considerate inutili in quanto non miglioravano le caratteristiche finali.

Successivamente veniva definita la forma generale della lama: la lunghezza, la curvatura, la forma della punta. Il filo veniva indurito mediante riscaldamento e successivo raffreddamento in acqua (tempra). La lama veniva poi sottoposta ad un lungo procedimento di pulitura eseguito con pietre abrasive di grana sempre più fine. L’ultima finitura era eseguita manualmente con particolari barrette di acciaio. Tutto il procedimento veniva effettuato in modo da esaltare il più possibile le caratteristiche estetiche della lama.

Il procedimento costruttivo tradizionale viene ancor oggi tramandato di generazione in generazione, dal mastro forgiatore all’allievo.

La tecnica di forgiatura prevede generalmente le seguenti fasi:

preparazione dei materiali per la fusione: grande quantità di carbone, pezzi di ferro sminuzzato e minerale di ferro fusi in una fornace, all’aperto o nella fucina; il pezzo d’acciaio di fusione viene quindi raccolto in una ciotola apposita e trasformato in un blocco approssimativamente cubico d’acciaio.

pulizia delle crepe e delle irregolarità: il blocco cubico grezzo viene sottoposto a pulizia, poi forgiato e trasformato in un parallelepipedo grezzo e irregolare, quindi ulteriormente forgiato e sezionato a metà. Questo processo viene ripetuto da quattro a otto volte, prima che il pezzo d’acciaio sia pulito e utilizzabile.

forgiatura: il parallelepipedo d’acciaio viene sottoposto a forgiatura, portandolo al calor rosso e battendolo, piegandolo e ribattendolo fino a quindici volte, come spiegato sopra, fino ad ottenere una stratificazione dell’acciaio. Questa tecnica ricorda un procedimento medievale con cui si produce un tipo di acciaio chiamato damasco (infatti i primi ad aver fatto spade con acciaio stratificato sono stati gli arabi nel Medioevo). Questa stratificazione è necessaria per rendere la lama flessibile ma nel contempo molto dura, addirittura così dura da non intaccarsi nemmeno con fendenti di lama su corazza o su altra spada. L’estrema durezza permette inoltre di affilare un filo molto fine e quindi molto tagliente senza renderlo troppo fragile.

forgiatura finale: più comunemente per ottenere la forma finale della spada, si uniscono due tipi d’acciaio, uno dolce e uno duro, formando un’anima interna (acciaio dolce), un filo e un dorso esterni (acciaio duro). In realtà esistono vari tipi di procedimenti in questa fase e molto dipende dall’abilità dell’artigiano nella buona riuscita dell’opera.


tempratura: dopo che tutta la lama viene cosparsa di particolari tipi di argille con peculiari proprietà di refrattarietà al calore, la lama viene portata al calor rosso, poi viene immersa in acqua tiepida circa a 37° Celsius. Questa tempratura differenziata permette di ottenere un dorso più flessibile ed un filo più duro.

rifinitura della lama: fase finale di competenza di un artigiano specializzato, addetto esclusivamente a questa operazione. Questa pratica conferisce una grande bellezza ed eleganza alla lama e ne conferisce l’affilatura. Le riproduzioni di scarsa qualità non sono trattate con metodi tradizionali ma vengono in questo caso lucidate in vari modi spesso con l’utilizzo di mole o carte abrasive.

Il codolo, cioè la parte di lama all’interno dell’impugnatura, veniva rifinito con colpi di lima disposti in varie forme a seconda delle scuole e delle epoche, e ad esso veniva praticato un piccolo foro nel quale si fissava un piccolo piolo di bambù, chiamato caviglia che fissa il corpo della spada all’impugnatura in legno.
A questo punto la lama è finita e si provvede a dotarla di tutte le finiture.

Quella capacità di trattare il metallo, di modellarlo e renderlo “indistruttibile” è rimasta invariata nella cultura dei discendenti degli antichi maestri di forgia.

Il maestro Katsuhiro Miura lavora il ferro da 50 anni, ma invece di realizzare le Katana, costruisce bastoni da golf forgiati tramite la ditta Miura Giken Co. Ltd. che ha sede a Himeji, in Giappone.

I suoi ferri forgiati non sono un segreto da più di venti anni per i giocatori del PGA Tour e per i grandi fabbricanti, quando hanno necessità di qualcosa “fuori dalla norma” . È così che i bastoni Miura hanno vinto lo US Open del 2001 e i Masters del 1991 e 1994, nelle mani rispettivamente di Retief Goosen, Ian Woosnam e José Maria Olazabal. In tutti questi casi però il nome sulla sacca non era Miura.

Miura erano anche i bastoni che hanno accompagnato Tiger Woods nei suoi primi anni di professionismo e nelle sue prime vittorie nei Major, sempre prodotti per conto di un’altra azienda.

Solo recentemente Miura ha deciso di commercializzare direttamente i propri prodotti, dopo cinquanta anni di attività, presentando un catalogo che si contraddistingue per l’enorme attenzione al dettaglio. La ditta Miura Giken Co. Ltd. ha sede a Himeji, in Giappone.

La gente si stupisce che il maestro artigiano Katsuhiro Miura, spesso chiamato dai media giapponesi “mani di Dio”, lavori manualmente nella sua fabbrica tutti i giorni. Egli tramanda le sue conoscenze e competenze ai suoi due figli.

La sua ricerca senza fine per il bastone perfetto ha portato alla luce oltre 10 serie di bastoni Miura, un numero che cresce continuamente come la sua continua meticolosa raffinatezza.

Quando i golfisti vedono un bastone Miura per la prima volta, e lo tengono nelle mani, non vi è un’esperienza comune condivisa: è amore a prima vista. E’ come cercare di definire l’amore, le parole non riescono a descrivere quella assoluta euforia che scaturisce da uno swing effettuato con un bastone Miura, è qualcosa che bisogna provare per scoprirlo.

 

I principi fondamentali del design
La progettazione di un golf club è personale per ogni golfista. Il progetto tecnico e lo stile del bastone di un giocatore non può andare bene per lo swing di un altro giocatore.
Miura offre una gamma di modelli, sia tecniche che di stile, adatta a qualsiasi livello di abilità, di meccanica dello swing e di necessità psicologiche.
Con tutte le variabili che entrano in gioco nella progettazione di un bastone da golf, ci sono due principi fondamentali del design che non possono essere variati.

Tecniche di progettazione
Il bastone club deve “lavorare” in senso tecnico.
Il disegno tecnico comprende variabili come la dimensione, il peso, il centro di gravità, l’equilibrio, il rimbalzo e, naturalmente, le dimensioni e la posizione dello “sweet spot”. Miura ha studiato per 47 anni e con padronanza non solo gli aspetti di ognuno di questi elementi tecnici ma, soprattutto, le relazioni tra tutti questi elementi. In poche parole, ogni bastone di golf Miura combina una miscela perfetta di questi elementi.

Transizione del design
Il secondo principio è la “progettazione di transizione” del bastone, dai ferri lunghi attraverso i ferri medi ed i ferri corti. I bastoni Miura progettati sono insuperabili nel modo in cui viene realizzata questa transizione con una combinazione di adeguamento al loft, lie, peso e design per lasciare il giocatore in confidenza con un ferro 3, come lo è con un ferro 7.

Tecniche di costruzione
Miura usa l’acciaio dolce in tutti i suoi bastoni da golf forgiati. L’acciaio dolce produce un senso di sensibilità e di controllo che semplicemente non può essere eguagliato da altri processi di fusione attualmente utilizzati dai produttori di club.

Le tecniche di forgiatura di Miura riorganizzano la struttura molecolare dell’acciaio dolce in un modello che è uniforme in tutta l’area della faccia del bastone, in una maniera unica. Il risultato è un senso di morbidezza ma allo stesso tempo di solidità quando il giocatore colpisce la palla e che è ineguagliata da altri bastoni da golf.
La precisione unica del processo di forgiatura di Miura fornisce un errore pari a +/- 0.5 g dopo la lucidatura, uno standard qualitativo che non può essere eguagliato da nessun bastone da golf di altri fabbricanti. In aggiunta alle caratteristiche di gioco del bastone in acciaio forgiato dolce, c’è anche il vantaggio aggiunto della regolazione che permette a un golfista di poter avere il proprio bastone Miura registrato perfettamente su misura per il suo swing.

Qual’è il segreto del processo di Miura?
La forgiatura del ferro, necessaria a produrre il ferro utilizzato nei bastoni da golf Miura, è un processo realizzato in 14 punti, molti dei quali sono unici ed esclusivi di Katsuhiro Miura. Ogni passaggio è sotto il pieno controllo dello stesso Katsuhiro Miura.

 

Il processo inizia con un cilindro di ferro dolce. Il cilindro viene riscaldato a 1200° C per mantenere le caratteristiche del ferro dolce.

Il cilindro viene riscaldato e poi colpito con un maglio con una forza precisa per creare una forma approssimativa della testa del bastone

Dopo il taglio del bordo, il pezzo viene colpito una seconda volta con il maglio, sempre con una forza pre-impostata precisa, per raffinare ulteriormente la testa del bastone, e il metallo in eccesso viene eliminato. Questo colpo comincia a definire la struttura unica molecolare del ferro forgiato Miura.

Viene quindi colpito una terza volta finale, di nuovo con una forza pre-impostata precisa, per raffinare ulteriormente la testa del bastone e infine la struttura della testa del club. In questa fase la testa ha una finitura liscia e senza macchie.

Il numero, il nome e le grooves vengono pressati sulla testa del bastone.

La pipetta è un foglio in acciaio di alta qualità, che è saldato sulla testa del club con un processo di saldatura proprietario. Il metodo di saldatura può essere regolato come angolo di attacco, in modo da prevedere la precisione di entrambe le caratteristiche di loft e lie in un modo che non ha eguali nel settore.

Un esperto smerigliatore apporta quindi le ultime modifiche di peso, finitura e design per il club attraverso precise tecniche di levigatura e lucidatura. Si dice che un giocatore di golf professionista o basso di handicap è in grado di percepire la minima differenza di peso in un bastone, piccola come 1 grammo. La capacità di Miura di poter regolare il peso è fondamentale durante il processo di forgiatura, per creare una uniformità di peso della testa che non può essere eguagliata da altri costruttori.

Una lucidatura perfetta non può essere fatta a mano. Miura mette il tocco finale al suo ferro facendolo ruotare in un rullo di lucidatura. Tre look differenti sono realizzati con tre diverse tecniche, vibrazione, centrifuga e burattatura a secco.

Per dare la sensazione perfetta a un colpo di golf, Miura usa una placcatura di nichel-cromo o nichel W (satinato) sulla faccia del club e per la finitura del resto del club aggiunge rame alla nichelatura.
Miura ha una tecnica di placcatura proprietaria in cui la faccia del bastone può essere cruda e grezza, mentre il resto è placcato.

Il club viene mascherato per il processo di sabbiatura, fatta per dare ulteriore azione di presa sulla palla.

Viene quindi aggiunto il colore alle timbrature del club ed è quindi controllato per l’ultima volta.

Se prendete un bastone da golf giapponese proverete una sensazione che nessun’altro bastone da golf sarà in grado di trasmettervi. La pulizia del design, l’estrema cura nelle finiture, la precisione della lavorazione del metallo, la semplice ma perfetta lucidatura finale, tutto questo vi darà l’impressione di avere nelle mani un piccolo gioiello.
 Questi sono attrezzi al di sopra del contesto commerciale, bastoni che nascono dalle mani di esperti artigiani, che ne seguono con perizia lo sviluppo, che ne osservano e seguono ogni passaggio produttivo con lo stesso impegno e la stessa meticolosità, pezzo dopo pezzo, scartando immediatamente ogni prodotto che non soddisfi le loro aspettative al 100%.
 Sono oggetti d’arte dedicati al golf, destinati ai veri appassionati, dove non conta l’handicap, non esistono bastoni per principianti e bastoni per professionisti. Sono attrezzi assolutamente unici, affascinanti, precisi.

Per farvi un’idea della produzione del maestro, vi invito a visitare il topic dedicato sul forum.

A proposito Gian Luigi Crocioni

Giagio

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