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THE MASTERS: Mickelson!

LE GIORNATE FINALI

E’ stato un Masters caratterizzato dal testa a testa tra Westwood e Mickelson, con la prevalenza di quest’ultimo, che con -16 (e tre eagles), ha distanziato di tre colpi l’inglese, e -subito dopo- Antony Kim a -12 (questi autore di ottime seconde 9 e di un gran recupero con -7 di giornata). Come dicevo in altro commento, pare proprio che Lefty sentisse l’importanza della gara e la presenza di Tiger ed ha inanellato colpi su colpi prestigiosi ed uno spolvero degno delle sue migliori giornate.

Seguono Choi (soprendente per tutto il torneo il koreano) e -finalmente- Tiger Woods, anche lui a -11 e protagonista di un nuovo record: 4 eagle in un unico Masters, anche se qualche momento di stanchezza e scarsa fiducia in se stesso (così appariva) lo ha fatto cadere in errori banali (uno fra tutti il bogey, con tre colpi sul putt per imbucare ed i primi due banalmente sbagliati). Ora, rumors, dicono che si prenderà un ulteriore momento di pausa. Staremo a vedere.

Nota di merito per Fred Couples, a lungo attivo guerriero di vertice, almeno fino alla palla in acqua che gli ha fatto segnare un doppio bogey (dopo altro bogey) solo parzialmente recuperato nel finale. Il -9 finale lo premia comunque. Così come il -1 di Watson: a sessant’anni entra nei primi venti senza grossa fatica a dimostrazione delle indubbie qualità di questo grande past-winner. Ed un birdie sfiorato alla 18 che gli ha tributato una ennesima standing ovation!

Interessante il recupero di Jimenez all’ultimo giro (-6 di giornata e un ottimo 12° posto finale a -3) ed anche quello di Wathey che, con -7 di giornata, scala la classifica fino al 7° posto. Ancora deludente Poulter, che non ha saputo ripetere i buoni risultati della seconda giornata.

Quindi gli italiani: entrambi chiudono in par l’ultimo giro. Francesco con 3 bogey pareggiati da altrettanti birdies chiude 30°, conquistando una borsa da 45 mila dollari, mentre Matteo finisce 36° con analoga performance ed un risultato di sicura prospettiva per un amateur esordiente in questa manifestazione, che lascia dietro le sue spalle atleti di ben nota fama (Karlsson, Allenby, Weir, Clark, Goosen, Villegas ed altri ancora se non bastasse).

Infine, note di colore: i finalisti dello scorso anno, Cabrera e Kenny Perry si sono affrontati nel giro finale (il primo 18° a -1, l’altro 26° a +1); merita -invece- una nota speciale il comportamento dei compagni di gara di Tiger. Tutti, fin dal primo giorno, lo hanno trattato come se nulla fosse successo, non disdegnando un intenso dialogo di gioco con il numero uno mondiale, battendo il gossip a favore dello sport. E così ha fatto anche il pubblico, che non ha mai esitato nel tributargli i meritati complimenti: non è facile rientrare in una gara così importante dopo 5 mesi di stop ed ottenere questi risultati.

 

 

 

LA SECONDA GIORNATA

Che il Masters fosse caratterizzato dalla difficoltà del suo percorso era noto, ma è raro trovare gare così impegnative, pilotate dal susseguirsi di errori e da bogey e doppi bogey anche ai vertici più alti della classifica. Ed ecco che primegga Westwood in seconda giornata, ma viene affiancato da Poulter a -8 per qualche errore nella fase finale della partita. In rimonta anche Tiger, che si ferma a -6, mentre subiscono i “vecchietti”: meglio Couples di Watson, comunque entrambi ancora sotto par per il torneo. Bene anche Mickelson che, a mio parere, sente forte il ritorno di Tiger e la rivalità del numero uno.

E parlando della difficoltà della gara, basta evidenziare il taglio a +3, che esclude nomi altisonanti (d’altronde in questo torneo tutti i partecipanti sono di primordine mondiale), ma leggere di Furyk, Oosthuizen e Casey, solo per citarne alcuni, fuori dal week-end fa abbastanza strano.

Parlando dei nostri, il taglio così alto ha favorito Matteo Manassero, che a +3 ha chiuso il suo secondo giro, perdendo 4 colpi rispetto alla giornata precedente. Francesco Molinari ha confermato il risultato del giorno precedente e si mantiene a -2, mentre il fratello Edoardo putta malissimo e viene escluso dalla prosecuzione del torneo con un deludente +7.

LA PRIMA GIORNATA

Dopo “l’anteprima spettacolo” del “torneo par 3” vinto da Oosthuizen (in precedenza avevo erroneamente indicato il nostro Manassero), ieri ha preso il via il tradizionale open americano, sul percorso georgiano di grande suggestione per il suo layout ed il suo svolgimento, ancorchè battuto da una pioggia fastidiosa e dalle insidie di un tornado.

E’ stato caratterizzato dal dominio americano: Couples, che conduce a -6, e sopravanza di un colpo Mickelson e  Watson, ma anche il primo europeo, Westwood e due coreani, Yang e Choi. Ed i picchetti americani lo davano tra i favoriti.

Parliamo di Tiger: forse nessuno credeva che potesse ripresentarsi in forma come lo si è visto (praticamente le riprese si sono concentrate su di lui, nonostante le indicazioni del PGA che lo avevano classificato come “uno fra tanti” da riprendere). Due eagles, diversi birdies ma anche qualche bogey, lo portano in 7° posizione a -4, affiancato da Watney, Poulter, A. Kim e Barnes.

Leggendo il nome di Couples e Watson, ormai stabilmente sul circuito “champions” americano (ovvero seniores) si può realmente confermare che il golf non ha età e chiunque -ancorchè avanti negli anni- può mostrare exploit in gare come queste.

Bene Francesco Molinari, che ha chiuso -primo degli italiani- a -2, seguito da Manassero, con un ottimo -1. Peggio Edoardo Molinari che è sopra par di quattro colpi e dovrà molto impegnarsi, oggi, per evitare il taglio.

Infine commentiamo qualche disastro: Furik, ad esempio, che ha chiuso addirittura a +8 o gli europei Stanson e A. Hansen, che gli fanno compagnia. Molto è dipeso dalle condizioni di gara che hanno incontrato. Vedremo oggi se era un caso o crisi!

A proposito pino fasulo

Pinaz54

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