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Nei giorni scorsi si è svolto il Dunhill Championship che ha visto vincitore lo spagnolo Martin, al suo primo successo sul tour europeo.

Detto del ns. Gagli, ancora troppo acerbo -forse- per il circuito europeo e quindi fuori dal taglio, bene Edoardo Molinari che, al suo primo torneo dopo aver conquistato la carta, si è piazzato 15°, anche a causa di un fine settimana non entusiasmante.

A volte ritornano! Dunhill Championship, Tiger …

Nei giorni scorsi si è svolto il Dunhill Championship che ha visto vincitore lo spagnolo Martin, al suo primo successo sul tour europeo.

Detto del ns. Gagli, ancora troppo acerbo -forse- per il circuito europeo e quindi fuori dal taglio, bene Edoardo Molinari che, al suo primo torneo dopo aver conquistato la carta, si è piazzato 15°, anche a causa di un fine settimana non entusiasmante.

Guardando -purtroppo a sprazzi- l’evoluzione del torneo, ho visto rispuntare nomi che non vedevo (dallo scorso inverno) occupare posizioni di rilievo nei leaderboard e mi sono domandato: “forse ognuno ha una stagione preferita per offrire le sue migliori prestazioni?”. Forse!

Penso a Charles Schwartzel, buon secondo ad un colpo, che tanto aveva mostrato di sè nei tornei in febbraio/marzo, per poi quasi eclissarsi a metà classifica, salvo rispuntare nello scorso novembre (ma finito oltre il 60° posto nel ranking).

E penso anche a Robert Rock (ci avevo puntato anche nella Fantay Race to Dubai, salvo poi cambiarlo):  anche lui pimpante in quel periodo eppoi stagnante in posizioni di bassa classifica, fino all’ultimo torneo chiuso al quarto posto (ma attorno al 150 nel WR)!

E che dire della buca 18 al Dunhill? ha mietuto vittime a iosa!

Il povero Lorenzo-Vera (anche lui redivivo, peraltro: nei precedenti 5 tornei fuori al taglio 3 volte!)  ha visto finire la palla in acqua ben 3 volte e chiuso la buca finale in 8 colpi! Avesse centrato il par 5 sarebbe finito 3°!

E, come lui, Sion Bebb (proveniente dal Challenge) che ha addirittura chiuso in 11 la 18a buca (recordo negativo almeno per questa edizione), rovinando una eccellente classifica per un rookie.

E “a volte ritornano” (o meglio … ritorneranno) vale anche per il campionissimo: Tiger Wood.  Travolto dallo scandalo (se di scandalo si vuol parlare) delle “amanti segrete” lascia per qualche tempo il circuito americano (ma quanto non si saprà mai!) per redimere le fedifraghe libertinate! In America funziona così: in politica e nello sport. Dalle stelle alle stalle … passo brevissimo! Ma speriamo che duri poco: il golf senza Tiger perde molto (ricordate qualcosa del tour americano quando lui era fermo per infortunio?) ed anche se giocato lontano da noi. 

A proposito pino fasulo

Pinaz54

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