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St Andrews diario di una meta da sogno e leggenda per il golf

Per ogni golfista un viaggio a St Andrews, nella HOME OF GOLF, nella patria del golf la Scozia, è un sogno, un viaggio da programmare in modo minuzioso e accurato, da vivere con trepidante attesa…

Falk lo ha programmato per quest’anno, il 2014, e ci fornisce informazioni interessanti e utilissime per l’organizzazione del viaggio golf a St Andrews, riportiamo quindi di seguito le sue indicazioni e successivamente il diario di viaggio di questo weekend nel paradiso per golfisti.

Una sorta di mini guida che vi consiglierà come organizzare al meglio il vostro viaggio a St Andrews e come giocare sul mitico Old Course.

 

Il periodo di viaggio è fine aprile, dal 18 dal 24 di Aprile 2014.

Abbiamo fatto tutto on line verso Ottobre/Novembre 2013 (le richieste per il 2014 partono da Settembre) spedendo la richiesta che si trova sul sito: www.standrews.org.uk/

Compilando il form: www.standrews.org.uk/getmedia/f36d4930-4…ations-Form-2014.pdf in ogni sua parte: nello spazio apposito ci sono le date (periodo) preferito ed indicativo e si possono mettere tre scelte.

L’Old Course è l’unico campo di St. Andrews cui serve una prenotazione in larghissimo anticipo se non si vuole tentare il ballottaggio direttamente la.

Per gli altri percorsi non è necessario ma consiglio vivamente di non aspettare proprio l’ultimissimo momento.

Come ben sapete vi è un hcp richiesto minimo di 24 per gli uomini e 36 per le signore e va riportato nella domanda di prenotazione, se nel frattempo l’hcp dovesse modificarsi, nessun problema: bisogna IN OGNI CASO farsi rilasciare dalla segreteria del poprio circolo un certificato di handicap da presentare quando ci si presenta per giocare.

Ad ogni modo, quando si prenota per l’old course si deve segnare un altro campo su cui giocare. Ho scelto il Jubilee.

Si spedisce tutto via mail e subito arriva una conferma di ricevuta con scritto, tra l’altro, di non rispondere alla mail e che in caso di accettazione della domanda saranno loro a contattare.

Passano i giorni e un pomeriggio, dopo circa un mesetto, arriva la conferma. Hanno accettato la richiesta MA NON HANNO CONFERMATO. La conferma avverrà al momento del pagamento.

Si paga con carta di credito e quasi subito arriva finalmente la CONFERMA. Il tee time è prenotato e riservato.

Da qui parte l’organizzazione logistica: trovare un bed and breakfast o hotel e la ricerca del volo.

Per il dormire ho guardato questo sito: www.stayinstandrews.com/

Mentre per il volo mi sono orientato su easy jet.

Nel frattempo abbiamo scelto gli altri due campi su cui giocare: Castle e Strathyrum.

L’idea era di giocare il NEW COURSE al posto dello Strathyrum ma aveva orari disponibili un po’ improbabili: si parlava di tee time alle 7 di mattina!

Sempre dal sito www.standrews.org.uk/ abbiamo prenotato senza inviare nessun form: basta scegliere tra le date disponibili sui campi che si desiderano (www.standrews.org.uk/Book-Online) inviare richiesta E PAGARE. Arriva subito la CONFERMA del tee time.

Da ultimo ci siamo rivolti ad una agenzia di taxi sempre tramite il sito: www.stayinstandrews.com/ per il trasporto da Edimburgo a St. Andrews e viceversa (col ca@@o che noleggiavo una macchina con la guida a destra……) per 60 sterliine a tratta ci facciamo portare a destinazione.

Ecco tutto.

I casi sono due: o ho avuto un culo mostruoso nell’essere accettato oppure giocare sull’Old Course non è così difficile come si pensi. Unico “sbattimento” è pianificare in largo anticipo se si vuole giocare su questo percorso a meno che, come detto, si voglia tentare la sorte col ballottaggio mattutino ma il rischio di non essere sorteggiati è tanto.

Se invece dell’Old Course non ve ne frega nulla, prenotare gli altri campi è molto immediato e semplice, quasi come prenotare un campo qua da noi: si invia richiesta dal sito, si paga ed è fatta!

Comunque, consiglio di prenotare in anticipo… date ed orari si esauriscono in fretta!

Tra l’altro non è richiesto nessuno hcp particolare, solo sull’Old c’è la limitazione.

Molto probabilmente esistono altri modi per andare nella Home of Golf…. io ho fatto così e ho in mano tutte le conferme. Fino ad ora, quindi, nessun problema ma ora passiamo al diario di viaggio vero e proprio! BUON DIVERTIMENTO !!!!

 

19 Aprile 2014

La sveglia suona presto stamattina: Si parte per St.Andrews! Sento il diluvio fuori: iniziamo bene!

Alle 6 sono in aeroporto e le operazioni di check in sono rapide. Abbiamo un po’ di tempo per cui ci sta un caffè e attendiamo. Il volo è in ritardo ma non importa. Alle 9:30 si decolla!

Il volo procede benissimo e atterriamo ad Edimburgo con una giornata calda e splendida. Ad aspettaci il taxi che avevamo prenotato dall’Italia e subito partiamo direzione St.Andrews, prendendo per qualche kilometro l’autostrada per poi attraversare su strade provinciali caratteristici paesini di campagna, tipicamente scozzesi.
In un’ora circa siamo davanti al nostro b&b.

Lasciamo i bagagli e andiamo subito a vedere la Mecca dei golfisti: la mitica club house R&A e il tee della 1 dell’Old course.

……ci avviciniamo…….

Eccoci !!!!!

 

 

Bellissima e l’emozione è grandissima.

Ci fermiamo a guardare un gruppo di tedeschi belli carichi che parte dalla 1 :

Tedesco #1 : ferro 4 da sborone….. socket

Tedesco #2 : ibrido….. top e fuori limite a destra

Tedesco #3 : Drive (questo ci da a vanga,penso): pull gancio quasi sul fairway della 18

Tedesco #4 : Legno 3 : cap-on che batte a 3 metri dal tee e rotola rotola rotola rotola

Andiamo bene……..

L’emozione di essere qui può giocare brutti scherzi…..

Ci addentriamo nella cittadina per una via dove avrò contato 5 proshop uno dopo l’altro: son capitato in Paradiso!!!!!

Market street è un bel vialone pieno di negozi, pub e ristoranti: ci fermiamo al CAFFE’ COSTA che è una specie di Starbuks per uno spuntino veloce.

Decidiamo poi, vista la giornata non di gioco di visitare città, le rovine della cattedrale

Dove troviamo la tomba di Tom Morris

 

Che emozione !!! E le rovine del castello con la splendida vista sul mare.

 

Per il resto del pomeriggio gironzoliamo per St. Andrews che si rivela poi una cittadina bellissima, ben organizzata, molto vecchia ma con moltissimi giovani (la sua Università è famosa in tutto il mondo).

Torniamo dalle parti della R&A per un giretto lungo le stradine del percorso (l’old course è un campo pubblico e si può tranquillamente passeggiare) e andiamo a vedere la Links Club House passando dall’Hymalaya: il grandissimo putting green una volta riservato alle donne ma ora è aperto al pubblico.

 

Da notare le pendenze. Ci ripromettiamo di farci un giro, uno di questi giorni!

La links club house è bellissima, moderna e con tutti i confort: pro shop enorme, ristornate, spogliatoi e servizi vari compreso il servizio lava bastoni.

Decidiamo di tornarci a cena, visto che i ristornati del centro erano tutti pieni. 

Nel frattempo è salito il vento freddo dal mare. Meglio tornare in albergo e andare a nanna. Domani si comincia a far sul serio!

 

20 Aprile 2014

Il gallo canta presto in quel di St. Andrews. Anzi, meglio dire che i gabbiani fanno in casino boia.

Guardo dalla finestra e vedo una giornata splendida. Mi vesto e si scende per colazione.

Nel frattempo parliamo con la gentilissima Fiona proprietaria, insieme al marito, del b&b chiedendole se poteva chiamarci un taxi per portarci al CASTLE COURSE distante una decina di km da St. Andrews.

Arrivato, carichiamo sacche e nel giro di pochi minuti arriviamo a destinazione.

 

Che meraviglia!

Ci accolgono due assistenti che ci scaricano le sacche mentre noi possiamo andare a segnalare il nostro arrivo alla reception e ritirare i carrelli. La gentilissima receptionist ci accoglie come amici di vecchia data e ci consegna un sacchettino logato contenente mappetta, score, alzapitch e alcuni tee.

E’ ancora presto per la partenza, per cui un caffè nella splendida sala ristornate ci sta proprio bene. La sala ha delle vetrate dove si gode una vista bellissima su mare, green della 9 condiviso con quello della 18.

Si va in campo pratica dove troviamo ben impilate le palline e iniziamo a scioglierci e a far respirare l’aria dei links ai nostri bastoni.

Manca una mezz’oretta e andiamo verso il tee della 1 dove troviamo un bel putting green in attesa di partire. Foto di rito.

Scambiamo due parole con lo starter che ci da qualche dritta: il Castle è un links tosto, molto movimentato con salite e discese, green molto mossi e, a sua detta non velocissimi: si preannuncia un giro un po’ faticoso.

Arriva l’ora della partenza, palla sul tee e gran drive a centro pista. Lo starter dice “very good shot” . In effetti mi son lasciato un piccolo chip al green che si ferma a pochi cm dalla buca. One putt e…. BIRDIE! 

BUON GIORNO SCOZIA!

Il giro prosegue tra i fairway, i mouds, il rought altissimo, bunkers profondi come voragini di sabbia morbidissima (fin troppo) e saliscendi a tratti faticosi e i green da capogiro di questo spettacolare campo. 

   

La vista è da togliere il fiato sul mare, sul percorso e su St. Andrews.

La 17 è un par 3 da circa 170 metri con un interessante ostacolo d’acqua appena dopo il tee: è il mare che tramite un fiordo e uno strapiombo si insinua nella costa. Lo si deve volare assolutamente, non ci sono alternative! 

Il giro si conclude in poco meno di 4 ore e abbiamo tutto il tempo per fare acquisti al pro shop, mangiare un delizioso tramezzino con pollo, maionese e bacon e una meritatissima birretta.

Vogliamo però rientrare a St. Andrews per andare a passeggiare sull’Old Course: alla domenica è chiuso al gioco e vogliamo approfittare per fare delle foto e passeggiare. 

La reception ci chiama il taxi mentre noi chiacchieriamo con gli assistenti lodando il campo e la loro gentilezza. Davvero fantastico.

Dopo una breve sosta in albergo eccoci di nuovo sull’Old Course ed immedesimandoci nella popolazione locale passeggiamo tranquillamente tra i fairways più famosi del mondo dove intere famiglie passeggiano con figli e cani, nonni, zii, cugini e quant’altro.  Immancabili le foto

  

La stanchezza si fa sentire ed ormai è pomeriggio inoltrato. Rientro in albergo e poi cena in un bel ristornate con cameriera scozzese parlante italiano, una rarità!

 

21 Aprile 2014

Sono ancora i gabbiani a svegliarci stamattina, ci vestiamo e scendiamo colazione. Oggi si gioca sul JUBILEE COURSE.

Approfittiamo del St. Andrews Links Shuttle per farci portare fino al campo pratica, un po’ distante dal R&A e Links club house. Il pullmino è comodissimo, fa un percorso ad anello e recupera golfisti per direzione driving range, varie club house, museo etc… .

Driving range E N O R M E ! Si pratica rigorosamente da tappeto in un’immensa struttura coperta (ma ci sono anche postazioni scoperte) dopo aver preso gettone alla reception: si possono prendere 25, 50, 75 o 100 palline di pratica, anche in questo caso Callaway gialle nuove di zecca.

Alla struttura si accede dall’interno, dopo la reception e si passano gli uffici dei maestri, del clubmacking, del fitting center e altre salette. Postazioni ampie e e comodissime. Roba di classe.

Il Jubilee ci attende, tempo di prendere il pulmino, andare alla Links club house, bere caffè e presentarsi allo starter per ritirare carrelli e confermare presenza. Ci consegnano score, mappa e tee. Tempo di una sigaretta ed eccoci sul tee della 1.

Questo è un links cattivo, nudo e crudo, con vento forte dal mare. I fairways sembrano di cemento, i green di vetro…. Insomma, tutto velocissimo.

Qua serve davvero saper giocare col vento tirando punch e adattarsi al vento che davvero è molto forte. Bello e cattivo insomma erba “di pascolo” con tutti i pro e i contro, non si deve cercare la perfezione del manto erboso, sui links…. I links sono perfetti così! 

  

La 9 è un corto par 3 ma guarda caso è nel punto più estremo del percorso, a ridosso del mare. 

E qua il vento è davvero forte (siamo su raffiche a 40km/h).

La 14 è un par 4 caratterizzato da un ingresso al green stretto in una specie di canyon formato da una grossa collina a destra e dei mouds a sinistra. Green parecchio sopraelevato. 

Il campo è assolutamente unico ed affascinante proprio per la sua conformazione e per il fatto di essere così brullo, tipico links, insomma. Green velocissimi e imperfetti e il rotolo della palla è molto imprevedibile. 

In meno di 4 ore finiamo il giro e dopo una pausa in club house proviamo il famoso Hymalaya, putting green un tempo riservato alle donne ma ora aperto a chiunque.

Ingresso 2 sterline e volendo ti danno anche un putt e una pallina. Fantastico vedere gente di ogni età dal bimbo di 3 anni alla nonna di 80 puttare e divertirsi su questo enorme percorso di montagne russe in erba.

Tutti pazientemente in attesa del proprio turno di gioco e ridere di putt completamente sbagliati o sassate allucinanti tirate.

Anche gli sconosciuti diventano amici ridendo insieme quando magari ci si vede la pallina di chissà chi colpita da chissà dove colpire la tua mentre sta rotolando.

 

Anche per oggi la nostra dose di golf ce la siamo fatta per cui torniamo in albergo soddisfatti e felici. Stasera a nanna presto…. Domani ci attende sua Maestà: l’ Old Course.

 

22 Aprile 2014

Il giorno è arrivato. Oggi saremo al cospetto dell’Old Course.

Al posto dei gabbiani stamattina ci sveglia la pioggia. Forte. Molto forte. E vento. Molto vento.

Indossiamo subito abbigliamento impermeabile,attrezziamo la sacca con copertura e sfoderiamo gli ombrelli. Oggi sarà dura. Ma va bene così.

Dopo il consueto giro in campo pratica e caffè in club house andiamo al padiglione dei caddie e, combattendo contro vento e pioggia, al gabbiotto dello starter 20 minuti prima del tee time come richiesto. Consegnamo certificato di handicap e riceviamo sacchettino nero logato con dentro, come per il Castle, tee, alzapitch, zappetta, score e pin position della giornata.

Si avvicinano i caddie e facciamo la loro conoscenza. Il mio si chiama Cliff e ha lavorato anche nel circuito professionisti.

5 minuti alla partenza. Smette di piovere. Incredibile!

Cliff mi prende la sacca, mi chiede l’handicap, da quanto gioco, se ho già giocato su un links e cosa tiro dai 150 metri. Andiamo sul tee.

 

Cliff mi da il drive e mi consiglia linea di gioco: palla contro vento a rientrare da destra a sinistra per posizionarsi appena prima dello Swilcan Burn (il famoso fiumetto).

Mi tremano le gambe. Lo starter mi da il via. 180 battiti fissi

Metto palla sul tee, faccio la mia routine.

Sospirone. Mi addresso

………

Drive perfetto a rientrare, da destra a sinistra, fermandomi a circa 10 metri dallo Swilcan Burn. Cliff di dice “perfect shot” . Questa è l’adrenalina….altro che….

Arrivati sulla palla mi consiglia un approccino col 56° (bandiera era corta) e palla a 3 metri.

Primo putt lunghetto e imbuco il putt di ritorno per il 4.

PAR ALLA 1 DELL’OLD COURSE!

“Nice par”, dice Cliff!

Il turbine di sensazioni ed emozioni che si provano giocando questo campo sono indescrivibili.

Sto giocando sulla storia del golf, il campo più famoso del mondo dove gente come Bobby Jones, Ben Hogan,  SEVERIANO, Nicklaus, Tiger….. hanno giocato e fatto la storia del golf.

Hanno visto quello che sto vedendo io, hanno giocato dove ora sto giocando io…. Ragazzi è indescrivibile. 

 

Links vero, autentico,imprevedibile. Perfetto nella sua imperfezione, green disomogenei, erba un po’ alta e un po’ bassa, a tratti mancante, ceppi bassi di margherite in fairway, terreno duro come il cemento malgrado la pioggia di poco prima e vento.

Il giro prosegue in una atmosfera surreale, giocando benissimo ricevendo anche i complimenti dei caddy.

Il loro aiuto è fondamentale, consigliano le linee, trovano le palle e, anche se ti sembra di aver fatto un colpaccio loro ti tranquillizzano dicendo che il colpo è perfetto perché il rimbalzo è stato buono (o di culo) e soprattutto ti portano la sacca.

Sembro quasi un giocatore serio, che entro in green col putt in mano davanti al caddie che mi porta la sacca.

Arriviamo alla 9 dove troviamo una casetta con i bagni e un camioncino con i viveri.

Bellissimo riuscire a giocare il putt da fuori green: non vi è differenza tra fairway e green, l’erba è pressoché uguale.

I bunker dell’Old sono impressionanti. Spesso dal tee non li vedi, sono piccoli ma molto profondi, con le loro caratteristiche sponde a mattoncini di terra.

 

Arriviamo alla 14, la buca del famigerato Hell Bunker. Dal tee non lo vedi, ma quando ci arrivi vicino fa veramente paura. 

 

In questa atmosfera surreale mi ritrovo alla Road Hole, la 17. Col mitico tee shot sopra l’Old Course Hotel. 

Cliff di ma il drive e mi dice “Over the top….. enjoy” 

Ho enjoyito molto guardando la palla partire perfetta sopra la tettoia di protezione per rientrare in fade e ritrovarla poi in mezzo al fairway. Cliff dice “great shot”  alzando il pollice.

Malgrado questo ho ancora parecchia strada da fare prima del famoso green. Tra distanza e vento di traverso ero a 180 metri, urge un ferro4 di secondo che … si chiude tutto a destra e ……. Finisco in strada.

La strada fa parte della buca per cui…..si gioca da li come han fatto molti grandi del tour. Non mi son fatto mancare niente, oggi!

Scintilla col 56° e palla in green. Chiudo con un bogie da baciarsi i gomiti. 

Ed eccoci qua, su uno degli altri tee shot più famosi del mondo. R&A e il casermone rosso sullo sfondo, Swilcan Bridge li davanti. Il tee della 18.

 

Linea di tiro tra orologio della club house e obelisco. Obbedisco a Cliff. Passeggiata sullo Swilcan Bridge e foto di rito. Quasi mi commuovevo accarezzando quel ponte, passando dove tutti i grandi del golf sono passati…..

Da qua il green della 18 è impressionante.

Pare un monolocale da quanto è ampio ma tutto di traverso da destra a sinistra e la Valley of Sin li davanti fa paura. Veramente paura.

Colpo prudente (anche troppo) sulla destra e anche Cliff ci rimane male dicendomi che si aspettava scendesse di più verso la buca una volta atterrata in green. Non importa.

Sono sul green dove sono stati vinti gli Open, dove Seve ha fatto il mitico gesto che mi porto tatuato sulla gamba. Imbuco il (secondo) putt e mi sento come uno di loro. 

E’ fatta. In 3 ore e mezza abbiamo calcato i fairways più famosi del mondo.

Salutiamo, ringraziamo e paghiamo i caddie, ci abbracciamo e ci sediamo stralunati a fumare una sigaretta raccontandoci emozioni, impressioni e sistemiamo le sacche.

Un’esperienza indescrivibile. Non ci sono parole per descrivere cosa sia giocare qua.

Facciamo shopping all’old course shop e rientro sacca in spalla in albergo.

Vogliamo cambiarci e andare a visitare il museo del golf con cimeli dei più grandi giocatori come Nicklaus, Tiger, Severiano, Gary Player e molti altri; la storia del golf dai primi bastoni, alle prime palline, vecchi trofei e una delle repliche della Claret Jug (l’originale, come voluto da Bobby Jones, è custodita in una bacheca all’interno dell’ R&A che siamo tra l’altro riusciti a intravedere dalle vetrate; anche quella che i giocatori si prendono quando vincono l’Open è una replica).

Bellissimo: ho accarezzato la scultura del calco delle mani di Seve, chissà che mi portino fortuna! 

Rientriamo in albergo stanchissimi ma felici con l’intenzione di andare, dopo cena a festeggiare nel famoso Dunvegan Pub con una meritatissima berretta.

Posto grandioso, interamente tappezzato (anche il soffitto) di foto dei campioni e di chi ha calcato i fairways dell’Old Course.

Manco a dirlo, pieno di golfisti intenti a raccontarsi le prodezze della giornata bevendo birra o whisky e sbirciando ogni tanto una partita di Champions League alla tv. 

Torniamo in albergo con ancora nella mente e negli occhi la grandiosità dell’Old Course. 

 

24 Aprile 2014

I miei amici gabbiani mi ricordano che sono le 7 e che è ora di alzarsi, vestirsi, far colazione ed affrontare l’ultima giornata di gioco in Scozia.

Destinazione Strathtyrum Course.

Il campo si trova in una area separata (di cui fa parte anche l’Eden Course) rispetto agli altri links.

Sembra di essere in tutt’altro posto rispetto ai precedenti scenari anche se siamo a poche centinaia di metri di distanza.

La novità di oggi è la nebbia che bene o male ci accompagna tutto il giorno. 

   

Il campo è facile, divertente con fairways larghissimi. Dicono sia uno dei più facili del Links Trust e adatto ai neofiti. In effetti lo è, anche se non è da sottovalutare.

Campo rilassante che in circa tre ore si porta a compimento. Anche in questo caso abbiamo green condivisi con pendenze interessanti ma non impossibili, bunkers sempre caratteristici e rought alto.

Una via di mezzo tra un links vero e un parkland.

Dopo le emozioni del giorno prima però….passa un po’ in secondo piano. E’ comunque un bel percorso facile e la club house è molto carina ed accogliente. 

Dopo il giro torniamo alla links club house per mangiare l’ormai consueto panino con pollo, bacon e maionese.

Dalle vetrate vediamo decine e decine di donne tutte over 70 giocare sull’Hymalaya. Una specie di garetta tra di loro a quanto abbiamo capito.

Meraviglioso vedere queste attempate signore tutte bardate con giaccone, pantaloni pesanti, cappello impermeabile (faceva veramente freddo e c’era nebbia) giocare, divertirsi, ridere di gusto alcune pure incaXXarsi su questo bellissimo putting course.

Torniamo verso l’albergo con l’intenzione di iniziare a preparare i bagagli o, per lo meno, mettere le sacche nei copri sacca da viaggio. Nel mentre decidiamo che il richiamo dello spago si fa sentire…. Oh…..siamo Italiani….e quindi per cena prenotiamo nel ristornate Little Italy.

Ottimo ristorante tipicamente italiano gestito da un italiano ormai trapiantato in Scozia; cucina molto molto buona e saporita.

Ultimo giretto e rientriamo in albergo. La mattina dopo ci attende il taxi per portarci in aeroporto e da qui in Italia.

 

***********

 

Che dire…. Un’esperienza fantastica…quasi mistica! Penso che ogni golfista debba provarla almeno una volta nella vita. 

Per quanto riguarda i campi:

Il Castle è forse il più bello e panoramico, lo consiglio vivamente a chi dovesse andare in Scozia a giocare. Ne vale la pena a patto di non essere proprio alle prime armi perché è veramente tosto ed essere pronti a camminare un bel po’. Mi sono innamorato di quel campo e il prossimo anno voglio tornare a giocarlo.

Il Jubilee è cattivo, aspro e ventoso. Ma con scenari da vero links. Molto divertente ma serve necessariamente saper giocare nel vento. Senza vento non dico sarebbe un percorso facile, ma sicuramente non difficilissimo. Ma il vento c’è sempre, per cui direi che il campo non è affatto semplice.

Lo Strathtyrum è molto carino e facile. Consigliato a tutti magari come primo approccio ai links prima di frequentare i più famigerati.

L’Old Course è un discorso a sé. Impossibile dire se sia bello o brutto. Facile o difficile. E’ l’Old Course e basta. Basta questo per dire tutto.  Incute timore e pretende rispetto, più di ogni altro campo cui abbia giocato fino ad ora. E tutto questo me l’ha fatto amare alla follia.

 

In ogni caso, su ogni links che si rispetti, non dobbiamo aspettarci fairways e green perfetti: ovunque l’erba è naturale…quindi prato grezzo senza fronzoli.

I green sono veramente difficili e spesso molto veloci. Le pendenze sono entusiasmati e molto marcate.

I bunkers, beh…. Sono quello che sono. Spesso sono piccoli ma profondi e guarda caso la palla è quasi sempre sotto sponda. Ne ho frequentati tre o quattro e per fortuna non ho mai avuto problemi ad uscirne ma sono davvero difficili.

Giocare sui links è impegnativo, i rimbalzi sono imprevedibili e bisogna tenerne conto come anche del terreno molto duro. So che non a tutti piace questo genere di percorsi: io mi trovo a mio agio e mi piacciono moltissimo.

Al mio ritorno alle Robinie ho avuto però parecchie difficoltà a ritararmi sui putt (li lasciavo tutti corti) e il poco rotolo.

 

Gli scozzesi sono un popolo splendido, di una cordialità e cortesia assolute; St. Andrews è davvero una bellissima cittadina anche se, per chi non è golfista, non ci sono poi moltissime attrazioni se non le rovine di cattedrale e castello, edifici università e museo del golf. La spiaggia resa famosa dal film “momenti di gloria” è meravigliosa, bianchissima e grandissima.

 

Il cibo è ottimo. Non ho provato l’haggis perché il solo pensiero mi fa schifo ma ho provato sia piatti di carne, pesce e pasta. Molto saporiti!

Il clima, altro discorso a sé. Variabile. Molto variabile. Abbiamo trovato sole, sole con vento, vento con pioggia, pioggia con vento e nebbia. Il vento è sempre forte dal mare. Bisogna essere preparati ad ogni evenienza: se ora c’è il sole non è detto che tra due ore ci sia ancora.

Prezzi non proprio vantaggiosi a causa del cambio ma nemmeno così fuori di testa. Siamo bene o male allineati all’Italia.  

Infine, per sfatare il mito che gli uomini turisti possono entrare alla R&A. Non è vero. Basta guardare qua: 

“Members of the Royal & Ancient Golf Club Only”

See you next year St. Andrews!!!!!!!!

A proposito Falk

Falk

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