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Viaggio di Golf in Florida

Viaggio di golf in Florida il paradiso

Viaggio di Golf in FloridaAvvertenza: questa non è una recensione per avere informazioni su come, dove e quando giocare. O meglio, non solo. Ma soprattutto è il racconto semiserio di un viaggio nel paradiso dei golfisti

La Florida è uno stato che a fronte di un’estensione pari alla metà dell’Italia, ha circa 1250 campi da golf, il più alto numero in uno stato americano, e la contea di Palm Beach ha il più alto numero di campi da golf di qualsiasi altra contea negli Stati Uniti.

Capite che se unite questi semplici fatti, al clima sempre mite (uragani a parte) e allo stile di vita molto simile a quello californiano, con forti influenze caraibiche, non c’è posto migliore per una vacanza golfistica.

Qualcuno potrà pensare che il fatto di andare solo, senza moglie e figli, possa aver aumentato questa percezione di felicità e di libertà.

Vi dirò che non è così, e ne approfitto per salutare mia moglie, che mi legge sempre.

Per andare a giocare a golf in Florida non serve una grande organizzazione.

Se vi volete portare la sacca, tutte le compagnie aeree saranno felici di spedirvela a costo zero, purché non superi i 23 chili, e qualcuna sarà anche felice di ridarvela all’arrivo, magari intatta.

Consiglio, per evitare problemi, di spedire la sacca all’interno di un portasacca imbottito, e di NON metterci scarpe, guantini e abbigliamento; qualora voi atterraste a Miami, e la sacca a Bangkok (evento improbabile ma non impossibile), almeno avreste modo di giocare senza comprare di nuovo tutto.

A scanso di equivoci, fate un’assicurazione tipo “viaggi sicuri”, che vi copre spese mediche, ritardi, annullamenti , e specificatamente anche la perdita o il danneggiamento dell’attrezzatura golfistica. 

A causa di un corollario della nota legge di Murphy, facendo l’assicurazione non vi succederà nulla, la sacca arriverà sana e salva, voi non vi ammalerete, e avrete felicemente buttato quei 50 euro che tanto vi avanzavano.

 

Quando prenotate la macchina, se siete come me prenderete la più piccola disponibile, tanto è comunque una Focus o equivalente e non vi serve molto se siete soli o in due. Occhio però che in alcune macchine sacca e portasacca non c’entrano, e se per caso vi capitasse di rimorchiare in clubhouse due belle sgarzuline, voi e il vostro amico, dovreste decidere se portarle in braccio o nel bagagliaio, perché il sedile dietro è occupato dalle sacche.

Lo so pure io che è meglio in braccio, ma la polizia americana non scherza.

A proposito: se devo dare per scontato che siate tutti grandi esperti nella lettura della linea del putt, e che il vostro handicap vi consente di girare in par anche al Blue Monster, presumo che non molti di voi abbiano avuto a che fare con la polizia americana.

I ragazzi non scherzano. Andando in giro si può notare costantemente auto accostate e la polizia dietro; multano senza pietà, e non parlano italiano. Rispettate le regole, soprattutto il limite di velocità, e se vi fermano state tranquilli e non fate gli italiani, non scendete dalla macchina, non fate battute, non offrite patatine per fare amicizia.

 

Golf MiamiSe siete per il “fai da te“, consiglio alberghi non pretenziosi, soprattutto se sarete in giro per campi. Non mi muoverei dal gruppone costituito dai motel di fascia alta, tipo Ramada, Best Western, Howard Johnson, La Quinta, Travelodge.

Costano poco (meno di 100 euro a stanza di solito), vi danno una colazione accettabile, parcheggio gratuito, e hanno uno standard accettabile.

A Miami, evitate come la peste Ocean Drive e dintorni per dormire: se vi potete permettere il Fontainbleau a 250 euro a notte, bene, altrimenti rischiate di trovare solo bettole, senza parcheggio e con stanze vecchie di 100 anni, e di non starci comunque mai.

Se invece avete raccontato a vostra moglie una “calla”, allora Ocean Drive è il posto adatto per buttare i vostri soldi in alcool e altre amenità. Io personalmente mi ci sono sempre tenuto lontano, anche la gran quantità di italiani che girano, ma se vi piace il casino, è il posto ideale.

Altro consiglio non golfistico: se è la prima volta che andate negli USA, evitate assolutamente di mangiare italiano, in qualsiasi forma. Rimarrete nel migliore dei casi delusi, nel peggiore disgustati.

Gli americani non sanno assolutamente cosa sia la cucina italiana, e tranne alcuni posti specifici dove si mangia italiano bene, a prezzi però che in Italia ci potreste fare l’abbonamento, per il resto meglio lasciare stare.

Rassegnatevi ad una dieta Dukan per qualche giorno, fatta da carne e patatine, e cercate di fare solo un pasto al giorno.

N.B. negli Stati Uniti non è proibito usare gli estrogeni per gonfiare la carne, per cui i filetti e le porterhouse sono magrissime, tenerissime ed economicissime. Vi spunteranno le tette, ma tranquilli, poi vanno via.

Il mio consiglio, sempre che siate lì veramente per giocare a golf, è di pranzare nelle clubhouse, di solito i ristoranti fanno sempre degli hamburger di livello più che adeguato. Per il resto, anche qui per non perdere tempo e non buttare i soldi, se non avete conoscenze locali (attenti a quello che dite, le mogli leggono i blog), vi conviene rimanere su catene affidabili: Denny’s, Sizzler, IHPO per la colazione.

In ogni caso: rifuggite dai fast food, Mc Donald’s in particolare. Mac negli States è immangiabile, in confronto i Mac in Italia sono dei ristoranti a 5 stelle. Se proprio dovete andare in un fast food per provare l’emozione del drive through, Burger King o Wendy’s sono i meno peggio.

Tranquilli, vi parlerò anche di golf, ma se andate in Florida, preparatevi a spendere soldi per i regali, soprattutto se non vi siete portati la moglie (talvolta il biglietto aereo è la soluzione più economica, sempre che siate lì veramente per giocare etc etc etc).

Sawgrass MillsMiami è molto più economica di New York, meta preferita degli italiani in crisi da shopping, tranne la costa di Miami Beach, North e South Beach etc.

Il posto da non perdere assolutamente è Sawgrass Mills, una mall che sta tra Miami e Ft Lauderdale. Un vero outlet, in cui c’è tutto, in cui ho comprato ad esempio una giacca antivento Ashworth a 20 USD (16 EURO), una Polo Ralph Laurent per mia moglie a 25 USD, pantaloni GAP a 20 USD e così via.

Vi raccomando il negozio Victoria’s Secret. No, non per comprare qualcosa a vostra moglie, hanno roba troppo volgare. No, non vi sto suggerendo di prendere qualcosa alla vostra fidanzata, vi ho detto che non voglio sapere cosa andate a fare a Miami. Ma le commesse sono di solito all’altezza delle modelle del catalogo, e ci ho passato volentieri un’ora a farmi consigliare tanga leopardati che poi ovviamente non ho comprato.

Ultimo avvertimento generico, perché ci tengo che se qualche golfista andrà mai a gicoare negli USA, stimolato da queste mie righe, si comporti come si deve: la mancia (tip) è obbligatoria. In realtà è il costo del servizio, che in Italia pagate compreso nel prezzo del cibo e lì è escluso. 15% se il servizio è standard, 10% se scadente, 20% se eccezionale. Non fate i taccagni.

 

Veniamo al golf. Dove come e quando giocare a golf in Florida.

Tenete presente che in Florida l’altissima stagione è da novembre a marzo, la media aprile maggio e ottobre, da giugno a settembre è massa stagione, perché piove spesso e c’è il rischio uragani.

In realtà, se si riesce ad andare verso aprile maggio, la piovosità è comunque bassa, e i prezzi veramente accettabili, soprattutto dei golf club, con sconti fino al 50%.

I campi si dividono in privati, dove giocano solo i soci e i loro ospiti, semiprivati, dove in alcuni giorni o periodi giocano anche gli ospiti o dove giocano sempre gli ospiti di resort associati, e pubblici. I campi pubblici possono essere municipali, ossia di proprietà del comune/contea, oppure semplicemente campi pay and play.

La cosa bella è che anche i campi superprivati, grazie alla crisi, fanno spesso giocare anche gli ospiti, quindi se c’è un campo che volete provare disperatamente, provate a chiamare, e magari vi fanno giocare, soprattutto se è feriale, o “twilight” (dopo mezzogiorno di solito si applicano tariffe ridotte).

 

Quali campi da golf scegliere in Florida?

In teoria c’è l’imbarazzo della scelta, in pratica, se si escludono i campi privati, quelli troppo cari e quelli mediocri, non sono poi così tanti su cui puntare.

Ricordatevi che per prenotare basta telefonare (sapete l’inglese, no!?) oppure collegarsi con il sito del campo, che spessissimo è associato ad un servizio di prenotazione elettronico. Purtroppo spesso non accettano prenotazioni per meno di due persone, ma il single player lo fanno giocare sempre in un modo o nell’altro.

Il green fee si paga al pro shop, non esiste una segreteria in senso stretto come da noi, fanno tutto al pro-shop.

Un servizio che per la Florida funziona molto bene è golfnow.com

Ogni giorno vi danno le offerte dei campi convenzionati (sono tantissimi) e potete prenotare direttamente sul loro sito.

 

In linea di massima i campi sono tutti tenuti bene, la differenza di prezzo è legata a:

a) servizi: cart col gps, clubhouse di lusso, spogliatoi attrezzati, campo pratica ampio

b) qualità del campo e fama dell’architetto

 

Mentre sul punto a) è facile dare un giudizio obiettivo, sul b) bisogna stare attenti, perché il metro di giudizio con cui gli americani valutano i campi è diverso dal nostro.

In generale, i campi tendono a voler essere giocabili per qualsiasi categoria, e quindi ci sono sempre almeno 5 set di tee, ma uno solo equivale ai nostri gialli, gli altri o sono troppo difficili (parlo da terza categoria) o troppo facili.

Agli americani piace il concetto di “parkland“, ossia campo con fairway ampi, green enormi e ondulati, rough corto, e così via, insomma l’opposto dei campi scozzesi.

Il problema dei parkland, che sono tutti costruiti rimodellando il terreno, è che tendono a essere tutti uguali, e le buche all’interno del campo tutte molto simili. E la difficoltà spesso è artificiosa, quindi acqua dappertutto, l’inferno degli slicer…

Ad esempio il Biltmore, un campo curatissimo collegato all’omonimo albergone di Miami, dopo poche buche sbadigliavamo, i par 4 erano tutti uguali, e se dovessi dire una buca che mi ricordo, mentirei spudoratamente.

In sintesi: non spendete tanti soldi, è pieno di campi accettabili a cifre contenute. 

Crandon Park Golf

L’unico campo che per me vale la pena un investimento serio è il Crandon Park Golf a Key Biscayne

Key Biscayne è un’isola collegata a downtown Miami con un ponte a pagamento, ed è di fatto un parco naturale.

Crandon Park è un campo bellissimo, difficilissimo, pieno di acqua ma sistemata in maniera intelligente.

Se lo giocate dalla primavera in poi, sembra di stare allo zoo: iguane, ibis, e alligatori!

I boschi di mangrovie o simili che circondano i fairway sono fatti di tronchi sottili e poco fitti. Una passeggiata là in mezzo e troverete centinaia di palline…non dovevo dirlo? ormai l’ho detto.

Crandon Park ha un ristorante molto bello, con tavoli all’aperto. Lo spogliatoio è piccolo ma attezzato.

Nota sugli spogliatoi: la cultura italiana di avere molti spogliatoi, con docce e asciugamani, lì in Florida non l’ho vista. Gli spogliatoi ospiti sono spesso piccoli, con una sola doccia quando c’è, e gli asciugamani quando ce li hanno te li fanno pagare. Quindi tenete conto che ve li dovete portare, e comunque quando vedono un italiano nudo girare nello spogliatoio restano basiti (no pun intended).

 

Evitate il Doral, a meno che non siate ricchi sfondati (in quel caso il mio indirizzo email per un lavoro ben remunerato è rodocarda@libero.it): vi fanno pagare almeno 100 USD e oltre 250 per il Blue Monster, e francamente se il vostro HCP è superiore a 18 non ve li godete neanche.

Country Club of Miami 

A Miami c’è il Country Club of Miami, campo municipale, che ha due percorsi 18 buche di assoluto livello, e viene via a 50 USD circa (tutti i prezzi sono sempre cart incluso).

Il Miami Beach Golf Club è tenuto in una maniera spettacolare, ma l’ho trovato un po’ noioso, eprò bello, anche se in alta stagione siamo sui 180 USD.

 

Don Shula’s a Miami Lakes è un onesto 18 buche. Se siete ospiti dell’albergo, c’è un package speciale, non dovete neanche fare lo sforzo di accendere la macchina, e la sera le bistecche sono monumentali. 

 

I campi che mi hanno colpito di più nella zona di Miami sono il Jacaranda (East and West) e il Pembroke Lakes.

Il Jacaranda ha due campi semplicemente spettacolari, anche se risentono un po’ del gusto americano per i parkland.

Comunque acqua come piovesse (effettivamente…), fairwary stretti, e servizio impeccabile. In alta stagione siamo sugli 80 USD, quindi accettabilissimo.

Le cart girl sono mozzafiato, questo vi costerà due o tre colpi al giro, ma in fin dei conti who cares?

 

Il Pembroke Lake è forse il campo più bello tecnicamente che ho giocato in Florida. Simile al Jacaranda, ma non ci sono due buche uguali, si gioca sempre al massimo, e ho fatto anche un 44 alle prime nove buche. Lo score sulle seconde mi si è macchiato con il caffè non riesco a ricostruirlo, ma sarà stato sicuramente altrettanto spettacolare.

I green sono ampi ma terribili, pendenze e contropendenze, e duri come il vetro. La pallina non scava quasi per niente il pitch, e anche se tentate di aggiustare quel piccolo avvallamento che avete creato, tirare su l’erba con l’alzapitch è come cercare di muovere il filo spinato.

 

Un paio d’anni fa ho giocato anche a Orlando. I campi là costano veramente molto poco, sono riuscito a giocare un campo a 20 USD compreso il cart condiviso!

Però almeno quelli che ho visto io sono tutti turistici, e nessuno che valga il viaggio, ma ovviamente ne ho girati un numero molto limitati.

 

Riassumendo.

Una settimana o anche 4 o 5 giorni a Miami sono una vacanza bellissima.

Economica, rispetto ad altri posti negli Stati Uniti; golfisticamente interessante con punte di eccellenza; clima caraibico e quindi sempre caldo; cibo americano-cubano abbastanza vario.

Unico difetto: pieno e strapieno di italiani in vacanza, soprattutto in inverno.

E gli italiani si sa, quando sono all’estero si fanno sempre riconoscere, per fortuna che non frequentano molto i campi da golf, ma per lo più dragano avanti e indietro Ocean Drive nella speranza (vana) di rimorchiare.

Un motivo in più per evitare distrazioni e concentrarsi su quel corto putt…acc! Mancato!

 

Rodolfo Cardarelli 

A proposito Rodolfo Cardarelli

Rodocarda

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