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Viaggio di ritorno a St Andrews nella patria del golf

Anche quest’anno mi sono regalato qualche giorno a St. Andrews, nella Home of Golf. Il periodo scelto è stato dal 4 al 7 Aprile 2015 in occasione della vacanze di Pasqua. Meno giorni rispetto allo scorso anno (eh…la crisi…. ) ma l’importante è esserci andato. (per chi si fosse perso il primo racconto del viaggio vi consigliamo di dare una lettura all’articolo: St Andrews diario di una meta da sogno e leggenda per il golf )

 

La pianificazione è stata identica allo scorso anno per cui ho iniziato a Settembre ad inviare le richieste e, appena ricevuta la conferma, ho iniziato con le prenotazioni di volo, guest house e taxi.

Quest’anno insieme all’Old Course ho scelto di giocare sull’Eden. Avendo poi mezza giornata libera il giorno del mio arrivo mi ero ripromesso di andare a chiedere disponibilità di un tee time senza aver preventivamente prenotato. Le scelte erano di provare il Balgove course (9 buche poco più di un executive dove non è necessario prenotare ma basta presentarsi, pagare e giocare) o rifare il Jubilee che mi era piaciuto parecchio ed è considerato il più difficile dei 7 campi. 

Ma andiamo per ordine.

Sabato 04-04-2015

La sveglia suona alle 6:30: il mio volo per Edimburgo parte alle 10:45. Arrivo in aeroporto e subito faccio check in e ho tutto il tempo di bere un caffè, fare i controlli di sicurezza e andare in sala di imbarco con tutto comodo. Il volo è puntuale e l’arrivo è previsto per le 12:30. Il taxi prenotato dall’Italia è li che mi aspetta e in un’ora arrivo davanti alla mia guest house che è la stessa dello scorso anno. Mi accoglie la gentilissima proprietaria Fiona la quale si ricordava di me. Salgo in camera e disfo i bagagli. 

Valuto la possibilità di farmi portare alla Links Club house per mangiare un panino (il mitico panino pollo bacon e maionese…. È un anno che me lo sogno) e chiedere la possibilità di giocare sul Jubilee abbandonando l’idea del Balgove. Così ho fatto, solo che ormai si erano fatte le 15:15 e l’ultima partenza disponibile era alle 15:30. Saluto il mio panino e mi accordo con lo starter per la partenza! Si gioca, altro che panino! Il tempo non era dei migliori ma le previsioni davano netto miglioramento. 

 

Pronti via. Niente pratica, niente riscaldamento, solo 4/5 swing con 2 ferri e qualche rotazione del busto. Vada come vada… 

Drive un pelo agganciato ma palla giocabile in fairway. Pitch al green e due putt. PAR. Iniziamo bene. 

E via…. Il gioco scorre via benissimo e alla 6 segno il primo birdie della giornata (il primo in assoluto sul Jubilee). 

Il campo me lo ricordavo bello tosto ma non così…. Aspro, brullo, cattivo. Mi piace da matti sto percorso. Green di vetro e fairway durissimi. Si alza un po’ di vento proprio mentre arrivo alla 9 che è la buca più esterna vicino al mare.

In una decina di minuti le nuvole spariscono e si apre una serata magnifica. 

Alla 14 mi aspetta una bella sorpresa. Drive perfetto a centro fairway, orrendo secondo colpo che, complice vento contro, mi rimane corto al green di una decina di metri diertro un bunker minaccioso con asta lunga sulla sinistra. Sfodero il mio 52° la palla parte bene, due rimbalzi e buca. Birdie! 

Ragazzi, giocare a St. Andrews, al tramonto è impareggiabile. Arrivo alla 17 con una vista magnifica di St. Andrews in lontananza.

Sarà questa immagine che mi rilassa, fatto sta che chiudo la 17 con un birdie dopo un ferro dal tee a un metro dalla buca e la 18 in par. 

Totale giro: +2. Spettacolare sotto ogni aspetto, considerando che ero in dubbio se riuscivo a giocare o no….

Ormai l’ultima corsa della navetta gratuita è passata per cui mi rilasso una mezz’oretta in club house godendomi una birretta dopo di che decido di avviarmi a piedi verso l’albergo. 

Beh…. Sono arrivato un po’ stanchino a dir la verità ma anche questa passeggiata sacca in spalla me la son goduta. 

Tempo di farmi una doccia, riposarmi un po’ e vado a cercare un posto per mangiare: mi ricordavo il Forgan’s, un ottimo ristorante con altrettanto ottima carne alla brace. 

http://www.forgansstandrews.co.uk/ 

Dopo una costata enorme, la cosa migliore è farsi un passeggiata per digerire: vado a salutare l’Old, la R&A e lo Swilcan Bridge.

 

E ora….a nanna! 

Domenica 05-04-2015: 

Dopo una notte allietata dai versi dei gabbiani mi aspetta una giornata magnifica. Un sole meraviglioso e pure tiepido. 

Mi vesto e scendo per colazione. Uova strapazzate, bacon, pane tostato, succo d’arancia e caffè. Scottish style, of course! 

Oggi gioco sull’Eden, percorso situato un po’ più all’esterno rispetto alla R&A: si trova nello stesso contesto dello Strathyrum giocato lo scorso anno. Ho la partenza prenotata alle 10 e alle 9:20 arrivo a destinazione grazie alla navetta. Tempo di segnalare il mio arrivo, pagare il carrello, caffè, sigaretta e sono pronto per partire.

Gioco con un signore polacco, che vive ad Hong Kong ma ha la famiglia a St. Andrews ed è qua in vacanza. Mi dice che l’Eden è il suo preferito…. Staremo a vedere. Le prospettive sono ottime. 

I green sono quel giusto movimentati 

E veloci. Bellissimo campo, molto tecnico e i green sono secondo me l’ostacolo più difficile. Più di una volta mi son fatto 3 putt.

Intanto la giornata diventa sempre più limpida e calda: ho giocato in polo manica corta dalla 2 alla 18. Campo veramente splendido…. Non si chiamerebbe Eden, altrimenti! 

La 2 e la 3 corrono parallele alle buche più esterne dell’Old Course ma è un campo completamente diverso. 

L’ho trovato parecchio impegnativo specie sui green e alla fine mi sono accontentato di un +7: sotto gli 80 comunque. Soddisfatto in pieno.

Ora finalmente riesco a mangiarmi il mio panino pollo bacon e maionese, pulirmi i bastoni e rilassarmi un po’ in questo angolo di…Eden. Una pace assoluta…lontano dalla “confusione” di St. Andrews che, considerando la giornata tardo primaverile, era molto affollata. Rientro in albergo e dopo un’oretta vado a passeggio sull’Old Course: è domenica per cui il campo è chiuso al gioco e si trasforma in location per famiglie, cani, bambini e turisti. 

Stanno iniziando a preparare per l’Open. 

La mitica Valley of Sin 

Vado all’Old Course Shop, faccio un piccolo shopping e gironzolo per le vie di St.Andrews assaporando il clima tutt’altro che scozzese. Ripasso dall’Old e ci diamo appuntamento a domani.

Rientro in albergo, riposo e doccia. Per cena…. Booohhh…. Chissà dove andrò. Al Forgan’s anche no… non è poi così a buon mercato. Chiedo a Paul (marito di Fiona) un posto dove andare a cenare e mi consiglia l’Adamson’s. Consiglio che si è poi rivelato eccellente. http://www.theadamson.com/ 

Locale molto molto carino e moderno gestito da universitari. Ho mangiato un’insalata di pollo strepitosa e prezzo direi ottimo anche quello. 

E ora a nanna….domani ho un appuntamento importante: il mio amico Old Course! 

Lunedì 06-04-2015 : 

Sono le 7 ma son sveglio da una mezz’oretta: i gabbiani han deciso di fare un rave party sul tetto sopra camera mia. Che strana luce stamattina….. infatti c’è nebbia. Che culo!

La partenza è presto per cui colazione veloce e vado a piedi dallo starter dell’Old. Bisogna essere li almeno mezz’ora prima per cui sacca in spalla e passeggio i 300 metri che separano il mio b&b dalla R&A nascosta dalla nebbia.

Non mi preoccupo più di tanto, per loro è normale ci sia nebbia per cui nessuna paura di spostamento di partenza o cancellazioni. Infatti vedo già i primi giocatori drivare. Arrivo al gabbiotto, confermo mio arrivo, consegno certificato handicap e ricevo in cambio il sacchettino con score, alzapitch, matitine, tee e mappetta. Quest’anno sono logati Open Championship. Bellissimo.

L’emozione sale e mentre aspetto il mio caddie faccio un pochino di stretching e swing a voto (quest’anno il campo pratica non l’ho nemmeno visto) e qualche putt sul putting green riservato ai giocatori della giornata dell’Old accanto al tee della 1. Arriva il mio caddie Simon e da subito si rivela simpaticissimo e divertentissimo. 

Foto di rito sul tee della 1, indicazioni dello Starter e di li a 3 minuti avremmo iniziato.

Eh, ragazzi l’emozione è sempre fortissima anche se debbo dire un tantino meno dell’anno scorso ma le mani tremavano sempre. Il drive è stato perfetto lungo, preciso a centro fairway. Complimenti da Simon e si inizia.

Arriviamo sulla palla, bandiera lunga, Simon mi da le distanze e optiamo per un “soft pitching wedge” . Soft è stato soft..forse un tantino troppo infatti mi ritrovo corto con un putt da 3 metri e mezzo. Ne faccio 2 per chiudere la 1 dell’Old in par come lo scorso anno!!!!! Evvai! 

Quest’anno me lo sono goduto di più malgrado la nebbia ma tutto sommato si vedeva abbastanza bene e a tratti il sole iniziava a fare capolino. Mi accorgo di cose che l’anno scorso non avevo nemmeno notato, per esempio quanto fosse difficile il green della 2 con pendenze mostruose. 

E di quanto siano odiosi sti spot bunker 

Arrivo alla 5 e col drive finisco in fairway sulla sinistra. “Good shot, you can see the green” dice Simon. F5 perfetto e mi lascio un approccino in salita al green. Putt per il birdie da un metrino che imbuco per un “easy birdie” come dice Simon. L’Old mi ha concesso un birdie ad una delle sue buche. Che onore !

Il giro prosegue alla grande alternando grandi cose a qualche vaccata come ad esempio un top da manuale al tee della 8 che mi costringe ad un approccio lungo a correre e chiudere con un bogey e un drive un po’ infelice alla 13 che termina nel rought duro provocando un bogey comunque da baciarsi i gomiti. Alla 14 evito di un soffio l’Hell bunker (fa paura sto bunker)

e, come lo scorso anno finisco sul tee della 15 col secondo colpo (meno male non c’era nessuno). Avevo voglia di giocarmi la 15, lo ammetto….. perché ancora non sapevo che mi avrebbe regalato il secondo birdie sull’Old course! Che spettacolo! 

Parlando con Simon mi son fatto dire come preparano il campo per L’Open: rullano tutti i green per renderli ANCORA PIU’ VELOCI, i fairway saranno tagliati bassi e il rought lo faranno crescere fino oltre il ginocchio. Questo lavoro costringe il campo alla chiusura dai primi di Giugno. Ci sarà da divertirsi. 

Eccoci qua al famoso tee shot della 17, la road hole

Lo scorso anno mi aveva regalato un ottimo drive a centro fairway e un dignitoso bogey finale. Quest’anno il drive è finito invece a sinistra in rought (Simon mi ha detto che se fossi stato all’Open la palla sarebbe stata ingiocabile o persa per via del rought altissimo) non ho voluto fare l’eroe e mi son rimesso in pista, approccio un po’ corto e due putt. Ancora bogey. Qua va bene così. 

Eccomi all’altro celeberrimo tee shot: la 18. 

Drive sulla destra quasi all’altezza della strada di attraversamento, F6 troppo dritto per colpa mia perché avevo mirato esattamente li perchè pensavo rotolasse poi sulla sinistra in green ed invece ha rotolato davvero poco. Putt mostruoso da almeno 20 metri con pubblico dietro il green e a lato.

Ecco, andiamo bene….”Mo faccio minimo tre putt con grassa figura di M davanti ai professoroni”. Primo putt tirato cercando di avvicinarmi il più possibile. Ero dalla parte opposta del green, a destra e bandiera bassa a sinistra, della serie: ho sbagliato dalla parte sbagliata. Un putt davvero mostruoso.

Tutto sommato rotola bene e si ferma corto un paio di metri. Il pubblico tace. Magari si stavano facendo tutti i sacrosanti fatti loro ma mi sentivo ugualmente gli occhi addosso. Putt da due metri….distanza odiosa. Simon mi aiuta con la linea e putto. Due metri che son durati mezz’ora…. per vedere la palla terminare in buca. Qualcuno applaude, altri continuano a prendersi il sole sulle panchine. Giuro, ero quasi commosso.

Saluto e pago Simon (50 sterline di fisso + 20 di mancia) e ci scambiamo gli indirizzi mail; mi ha detto che se ho piacere il prossimo anno di chiamare lui e mi fa volentieri da caddie. Gliel’ho promesso. Gli ho poi datato e firmato la pallina che ho giocato, mi sentivo di farlo. Magari l’ha buttata nel cestino ma mi piace pensare che se la sia conservata (è pur sempre una prov1x nuova di trinca usata per l’occasione). 

Che risultato ho fatto sull’Old mi chiederete? Beh ho girato +5. 

E sono al settimo cielo… come non esserlo? 

Giocare sull’Old è qualcosa di mistico e meraviglioso. Ho di recente letto una frase di Bobby Jones che diceva più o meno così : “se dovessero lasciarmi in un posto dicendomi che avrei giocato sempre e solo su un campo io sceglierei l’Old Course di St. Andrews”. Beh la condivido in pieno. 

Dopo questa ennesima mistica esperienza vado alla Links Club house a piedi essendo ancora carico di adrenalina, mangio e mi riposo un po’ guardando giocatori in arrivo sul New Course e partenza sul Jubilee.

Sale un po’ di vento e fa decisamente più freddo. Prendo la navetta e vado in albergo con l’idea di iniziare a preparare valigia e chiudere sacca nel copri sacca. Così faccio e dopo un’oretta vado a passeggiare per la cittadina e fare l’ultimo shopping.

Per cena non ho voglia di sbattermi in giro troppo e decido di tornare all’Adamson’s. Dopo cena vado a salutare l’Old ringraziandolo per l’ennesima sfida e per le emozioni che mi ha sempre regalato pensando anche che tra tre mesi i grandi campioni calcheranno questi fairways, passeranno e magari si soffermeranno sullo Swilcan Bridge mentre io sarò a casa, sul mio divano a seguire le loro gesta su questo incredibile campo che anche io ho giocato e conosco.

Martedì 07-04-2015 : 

Ho dormito come un sasso, e stavolta i gabbiani non mi hanno svegliato. Ho però un taxi da prendere dopo colazione direzione aeroporto di Edimburgo ed aspettare il volo che mi riporta in Italia.

Thank you St. Andrews! See you next year! 

Anche quest’anno il mio pellegrinaggio nella Home of Golf l’ho fatto e, come potete immaginare mi sono innamorato di questo posto. Giocare sui links è un’esperienza fantastica perché qua più che altrove devi adattarti alla loro legge ma se si riesce a capire come comportarsi il divertimento è assicurato e totale, altrimenti può diventare davvero un problema non riuscendo a goderti in pieno questa esperienza.

Quest’anno ho giocato un nuovo campo, l’Eden. Veramente magnifico complice anche una giornata quasi estiva. I green sono molto molto difficili ma il campo lascia giocare. I par 5, come del resto in quasi tutti i campi qua, sono quasi tutti raggiungibili con il secondo colpo: il rotolo della palla aiuta moltissimo.

Ora non mi aspetta altro che guardarmi l’Open e vedere come si comportano i top players sull’Old Course, magari cercare di rubare a loro qualche strategia e provare un po’ di sana invidia. 

I risultati ottenuti quest’anno sono davvero notevoli: mi rende più orgoglioso giocare bene qua, avere questo tipo di soddisfazioni e vedere che il lavoro fatto durante l’anno ha dato ottimi frutti piuttosto che vincere la coppetta della domenica.

E a Settembre si ricomincia con l’organizzazione per il 2016!!!

 

A proposito Falk

Falk

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